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Questa nostra comunità di Cinisello Balsamo, che negli anni ’60 e ’70 ha dovuto far fronte all’emergenza di un’ondata migratoria senza precedenti che ha totalmente trasformato il suo territorio, richiesto all’Amministrazione interventi in ogni settore e ai suoi abitanti spirito di adattamento e di disponibilità di fronte a comportamenti ed abitudini diversi, si è anche arricchita dei diversi apporti culturali di tutte le regioni perché gli emigranti, pur se poveri di beni materiali e spesso anche poco scolarizzati, portavano con sé il sapere del mondo contadino e pastorale che avevano lasciato, con le sue tradizioni, feste, usanze, linguaggio, cucina. Questa ricchezza, che costituiva il patrimonio dei loro ricordi, non godeva di considerazione nella società in cui dovevano inserirsi, però serviva loro a non sentirsi completamente smarriti, a conservare il senso della propria identità e della propria storia fintanto che il contesto rimaneva estraneo.

Poi gradualmente è intervenuta l’integrazione che ha amalgamato il vicino e il lontano.
Le persone intervistate costituiscono perciò un microcosmo che porta dentro questo doppio legame che è proprio di tutti gli abitanti di Cinisello Balsamo: con la terra d’origine, che li ricollega al passato e alla giovinezza, e con il luogo di accoglienza, che costituisce il presente e probabilmente il futuro per sé e i propri figli. Gli intervistati rispecchiano questa duplicità: da un lato la nostalgia e il desiderio di conservare i legami con il paese natio, dall’altro la consapevolezza che questo ora è il luogo in cui intendono vivere, luogo verso il quale più volte manifestano affetto e riconoscenza, che sono anche il segno di un’avvenuta integrazione.
A distanza di tanti anni dal periodo in cui questo inserimento è avvenuto ci è perciò sembrato importante cercare di recuperare qualcosa di questo patrimonio di usi e tradizioni che gli immigrati hanno portato con sé per mostrare la ricchezza e la varietà di esperienze che da ogni parte d’Italia sono confluite a Cinisello Balsamo: non c’è forse abitante di questo comune che non sia il risultato di queste unioni di luoghi e culture diverse. Questo scambio costituisce un grande patrimonio della nostra comunità.
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