Nonostante
il cielo grigio e uggioso, i partecipanti alla gita, organizzata
il 10 marzo dalla docente di Letteratura italiana Rossana Gianfrancesco
ai castelli della Bassa Parmense, si possono considerare fortunati:
in Lombardia il tempo è stato pessimo con la pioggia
che verso sera è stata sostituita dalla neve. Alla partenza
il cielo coperto non prometteva nulla di buono, ma i gitanti,
una volta giunti alla meta, sono stati risparmiati e hanno
potuto godersi, senza fughe precipitose, gli splendidi ambienti
a cui già durante il tragitto la docente li aveva preparati
con la sua narrazione ricca di aneddoti e notazioni vivaci.
Con questi racconti ancora nella mente hanno raggiunto la rocca
di Soragna, sorta come corte regia nel IX secolo e passata poi
alla famiglia Lupi che l’ha trasformata nel 1300 in un
edificio militare a pianta quadrata con quattro torri angolari
e nel Cinquecento in una sfarzosa dimora signorile riccamente
affrescata e affiancata da un grande giardino rinascimentale
che nell’Ottocento è diventato un parco romantico
all’inglese.
L’itinerario è proseguito con la visita al castello
di Fontanellato costruito a presidio della via Emilia e della
strada che risale il Taro. La rocca che domina il centro della
cittadina, è protetta da un fossato, ha pianta quadrata
con torri rotonde su tre angoli e un torrione quadrato sul quarto.
Persa nel tempo la sua funzione militare è stata più
volte trasformata come dimora signorile dalla famiglia Sanvitale
che ha commissionato al Parmigianino quello che viene considerato
il gioiello dell’edificio, la splendida saletta di Diana
e Atteone, ispirata alle Metamorfosi di Ovidio.
Dopo il pranzo tipicamente emiliano, è stata la volta
della reggia di Colorno (nell’immagine) che raggiunse
grande splendore con la colta e amabile Barbara Sanseverino
che vi raccolse dipinti di artisti come Tiziano, Mantegna, Raffaello.
Passata la proprietà ai Farnese, il palazzo, i giardini
e le fontane divennero famosi per il loro fasto e la loro bellezza.
Nel Settecento i Borbone ospitarono numerosi artisti, tra cui
Goldoni che fu spesso ospite entusiasta a corte. Quando l’Italia
fu unificata, molti arredi, con grande dispiacere dei parmensi,
furono portati a Roma. E’ proprio appoggiato a un tavolo
della reggia di Colorno che il presidente Ciampi legge il suo
messaggio di fine anno.
Con gli occhi ancora pervasi di tante bellezze abbiamo infine
fatto ritorno verso la pioggia e la neve di Cinisello Balsamo.
G.M.