IL TRILLO

di Amelio Sivieri

Quattro amici sulla loro possente motocicletta procedevano velocemente lungo la tortuosa discesa che dal monte San Primo sopra il Ghisallo scende verso il lago sottostante.
Avevano passato in allegria il pomeriggio i giovani comaschi. Lavoro, donne, motociclismo, erano questi gli argomenti di conversazione. Amanti della velocità, scendevano quasi gareggiando per tornare, il più presto possibile. Non s'aspettavano l'un l'altro durante il percorso; si sarebbero ritrovati nella piazzetta del bar da loro frequentato.
Erano trascorse due lune da quel pomeriggio.
Ora, tre di loro si trovano seduti sulla stessa panca in prima fila, in quell'ambiente che induce tutti a meditare, fra tanta gente che aveva la loro stessa tristezza nel cuore.
Improvvisamente, nel silenzio cupo di quel tempio sacro, si udì suonare il cellulare per ben sei volte; sei volte tutti quanti sentirono quegli squilli, come sei pugni violenti nello stomaco. L'officiante sentì meglio degli altri il trillo venire trovandovisi più vicino.
Lo squillo era per Mirko che tardava a rispondere, finché, tra lo stupore dei presenti, da quella cassa di legno, coperta da croce e fiori, s'udì una voce tombale, soffocata:
“Pronto? Sono Mirko...” “Sì Padreterno, arrivo lassù con il mio spirito, a cavallo della mia Suzuki. Imboccherò la Via Lattea e in un baleno...”

Tennis, una delusione!

Negli anni passati il tennis italiano era uno dei pochi sport che ci entusiasmava per gli allori conquistati dai nostri tennisti.
Penso che sia uno sport bellissimo, che può essere praticato da quando si è bambini fino all’età adulta ed è anche molto piacevole da seguire.
Oggi purtroppo è una vera delusione: i giocatori hanno perso mordente, i risultati sono insoddisfacenti e la passione degli sportivi si è affievolita.
Speriamo in futuro che si formino tra i giovani tanti campioncini capaci di rilanciare il nostro tennis.
Adelaide B.

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