Il piacere di creare
di Elena Schirone

 L’aula C è un laboratorio in cui ognuno può esprimere la sua creatività e la sua abilità manuale, applicandosi in molteplici attività.
Il corso di “Pittura su stoffa” condotto dalla docente Mariagrazia Di Cecco ne costituisce uno degli esempi più interessanti, come mostra la foto accanto.
 Entrando nell’aula “C” nella quale si svolge il corso di “Pittura su stoffa”, si nota subito una certa animazione.
Mi guardo in giro ed ispeziono l’ambiente, essendo nuova di questa disciplina. I banchi sono affiancati uno all’altro formando un rettangolo, e mi cerco un posto libero.
Vedo che la stanza è un po’ piccola rispetto al numero delle allieve e non ci si muove agevolmente con tutti i nostri telai, colori e pennelli, stando così gomito a gomito le une con le altre; ma pazienza, ci si deve adattare!
C’è qualcuna tra noi che frequenta anche il corso di “Pittura su ceramica” o di “Cesteria”, entrambi tenuti dalla stessa docente, Mariagrazia Di Cecco.
Nell’aula c’è un po’ di confusione, ognuna tira fuori il proprio lavoro e si chiacchiera. Ci si scambiano i disegni da riprodurre sul tessuto e siamo tutte interessate ad osservare e ammirare i lavori di quelle che sono ormai brave.
Mi colpisce e stupisce soprattutto il bellissimo presepio di Margherita: un vero capolavoro! La grotta è tutta intrecciata in giunco e le statuine manipolate e create da lei, sono fatte con la farina di mais. Sarebbe proprio da mettere in mostra! Spero che alla festa di chiusura dell’anno accademico tutti possano ammirare questo piccolo capolavoro.
La nostra insegnante a capo della tavola è attorniata da tutte quante: chi le mostra il lavoro fatto a casa, chi si fa consigliare circa i tessuti e i colori che è meglio usare, chi le chiede i giornali con i disegni da riprodurre che l’Ute. mette a disposizione delle allieve.
Mariagrazia è sempre disponibile, sorridente e paziente; ma noi siamo tante e lei non può dare retta a tutte contemporaneamente. A volte, con il nostro cicaleccio, non le diamo neanche la possibilità di parlare per spiegarci ciò che vuole, finché lei non ci richiama ad alta voce, perché si faccia silenzio.
Finalmente, e a fatica, quella confusione si calma. Ognuna di noi ascolta e si mette al lavoro: chi in silenzio senza distogliere gli occhi dal proprio telaio, chi chiacchierando con la vicina di banco, magari per scambiarsi i colori, e c’è chi ci rallegra canticchiando qualche motivetto.
E’ bello ritrovarsi in un ambiente così!
A volte ho la sensazione di stare in campagna in una giornata di primavera, in un bel prato con gli alberi in fiore e il cinguettio degli uccellini, l’aria dolce e la leggera brezza del vento che scompiglia i capelli.
A volte invece, mi sembra di trovarmi in un alveare dove le api sono impegnate a produrre il miele. La regina, la nostra insegnante Mariagrazia, contrariamente all’ape regina che viene servita dalle sue operaie, è lì che ci dà il suo aiuto. Fa il giro dell’aula e passa da ognuna per verificarne il lavoro, dare consigli, e fare qualche ritocco con la sua competenza. Il tempo trascorre piacevolmente e velocemente.
Le ultime allieve, a volte, si sentono trascurate e abbandonate perché vorrebbero arrivare subito a dipingere bene come le loro compagne, ma ci vuole tempo e molta pazienza.
Per dipingere su tessuto ci sono varie tecniche che la nostra docente ci spiegherà man mano nel corso delle lezioni. Ha iniziato mostrandoci l’uso dei pennelli e le combinazioni dei colori e come è possibile fare le sfumature sui petali di un fiore o su una foglia.
Io spero di diventare brava come le mie compagne, per fare onore alla nostra insegnante, orgogliosa della sua abilità.
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