| Entrando
nell’aula “C” nella quale si svolge il corso
di “Pittura su stoffa”, si nota subito una certa animazione.
Mi guardo in giro ed ispeziono l’ambiente, essendo nuova
di questa disciplina. I banchi sono affiancati uno all’altro
formando un rettangolo, e mi cerco un posto libero.
Vedo che la stanza è un po’ piccola rispetto al numero
delle allieve e non ci si muove agevolmente con tutti i nostri
telai, colori e pennelli, stando così gomito a gomito le
une con le altre; ma pazienza, ci si deve adattare!
C’è qualcuna tra noi che frequenta anche il corso
di “Pittura su ceramica” o di “Cesteria”,
entrambi tenuti dalla stessa docente, Mariagrazia Di Cecco.
Nell’aula c’è un po’ di confusione, ognuna
tira fuori il proprio lavoro e si chiacchiera. Ci si scambiano
i disegni da riprodurre sul tessuto e siamo tutte interessate
ad osservare e ammirare i lavori di quelle che sono ormai brave.
Mi colpisce e stupisce soprattutto il bellissimo presepio di Margherita:
un vero capolavoro! La grotta è tutta intrecciata in giunco
e le statuine manipolate e create da lei, sono fatte con la farina
di mais. Sarebbe proprio da mettere in mostra! Spero che alla
festa di chiusura dell’anno accademico tutti possano ammirare
questo piccolo capolavoro.
La nostra insegnante a capo della tavola è attorniata
da tutte quante: chi le mostra il lavoro fatto a casa, chi si
fa consigliare circa i tessuti e i colori che è meglio
usare, chi le chiede i giornali con i disegni da riprodurre che
l’Ute. mette a disposizione delle allieve.
Mariagrazia è sempre disponibile, sorridente e paziente;
ma noi siamo tante e lei non può dare retta a tutte contemporaneamente.
A volte, con il nostro cicaleccio, non le diamo neanche la possibilità
di parlare per spiegarci ciò che vuole, finché
lei non ci richiama ad alta voce, perché si faccia silenzio.
Finalmente, e a fatica, quella confusione si calma. Ognuna di
noi ascolta e si mette al lavoro: chi in silenzio senza distogliere
gli occhi dal proprio telaio, chi chiacchierando con la vicina
di banco, magari per scambiarsi i colori, e c’è chi
ci rallegra canticchiando qualche motivetto.
E’ bello ritrovarsi in un ambiente così!
A volte ho la sensazione di stare in campagna in una giornata
di primavera, in un bel prato con gli alberi in fiore e il cinguettio
degli uccellini, l’aria dolce e la leggera brezza del vento
che scompiglia i capelli.
A volte invece, mi sembra di trovarmi in un alveare dove le api
sono impegnate a produrre il miele. La regina, la nostra insegnante
Mariagrazia, contrariamente all’ape regina che viene servita
dalle sue operaie, è lì che ci dà il suo
aiuto. Fa il giro dell’aula e passa da ognuna per verificarne
il lavoro, dare consigli, e fare qualche ritocco con la sua competenza.
Il tempo trascorre piacevolmente e velocemente.
Le ultime allieve, a volte, si sentono trascurate e abbandonate
perché vorrebbero arrivare subito a dipingere bene come
le loro compagne, ma ci vuole tempo e molta pazienza.
Per dipingere su tessuto ci sono varie tecniche che la nostra
docente ci spiegherà man mano nel corso delle lezioni.
Ha iniziato mostrandoci l’uso dei pennelli e le combinazioni
dei colori e come è possibile fare le sfumature sui petali
di un fiore o su una foglia.
Io spero di diventare brava come le mie compagne, per fare onore
alla nostra insegnante, orgogliosa della sua abilità. |