Intervista al docente Angelo Bazzan

ARTE E TECNICA FOTOGRAFICA

a cura di Vincenzo Mastrosimone
Da tre anni il signor Angelo Bazzan tiene un ciclo di lezioni di fotografia ai corsisti dell'Ute, alle quali sono presenti molti iscritti, attenti ed interessati all'apprendimento di una competenza che consente di realizzare immagini esteticamente piacevoli e suggestive.
Il nostro docente attraverso il dialogo coinvolge tutti, illustrando inoltre gli accorgimenti necessari per ottenere risultati apprezzabili.
Gli facciamo alcune domande, affinché sia soddisfatta grazie a lui, almeno in parte, la nostra curiosità ed il desiderio di saperne qualcosa di più in proposito.
  Il nostro docente, Angelo Bazzan, al lavoro con la sua macchina fotografica
D - Quanto conta la conoscenza di elementi di ottica e di chimica per ottenere una buona fotografia?
R. -
La conoscenza dell'ottica in fotografia è importante, intesa questa come informazione sull'uso degli obiettivi. Consideriamo che gli obiettivi sono “l’occhio" della macchina fotografica e pertanto, dovremmo saperli utilizzare in relazione alle condizioni di ripresa. Essi sono: obiettivi per immagini ravvicinate (macro), con ampio angolo di ripresa (grandangoli), per riprese a grande distanza (teleobiettivi); esiste poi un obiettivo che in parte racchiude queste caratteristiche ed è lo “zoom” (a focale variabile).
La conoscenza invece della chimica fotografica è importante se l'hobbista fotografo si stampa anche le proprie fotografie.
Una buona fotografia è solo il risultato congiunto tra la conoscenza degli elementi che compongono la macchina fotografica, gusto estetico e una capacità intuitiva nel cogliere quella particolare immagine legata ad una certa situazione.

D.- Qual è il ruolo della luce in fotografia?
R. -
Per fotografare occorrono tre elementi indispensabili: la luce, la macchina fotografica ed il materiale sensibile (pellicola). Pertanto il ruolo della luce è determinante, come per il pittore la conoscenza della combinazione dei colori.
La luce nell'arco della giornata cambia la sua colorazione (temperatura colore), anche in conseguenza del fatto che si tratti di una giornata nuvolosa o di pieno sole, che ci troviamo in alta montagna, al mare, al tramonto con nebbia, ecc. In questi casi il fotografo deve sapere come operare per ottenere buoni risultati, utilizzando correttamente gli elementi che compongono la macchina fotografica.

D - Quali sono le caratteristiche di una buona inquadratura?
R -
Per ottenere una buona inquadratura esistono alcune regole ben precise. Gli orizzonti devono essere perfettamente orizzontali, specialmente quando si fotografa la linea all'infinito del mare. Se si fotografa un bambino o un adulto è bene riprenderlo possibilmente in atteggiamento spontaneo, quando ad esempio il soggetto non se ne accorge. Un panorama risulterà con una buona profondità di campo se terremo in primo piano un elemento che ci valorizzi questa situazione (abbiamo forse ancora tutti presente quella famosa cartolina di Napoli con il Vesuvio ed il pino in primo piano).
Evitare possibilmente in una ripresa gli elementi di disturbo, come ad esempio i fili della luce che attraversano tutto il fotogramma.

D - Cosa intende per educazione all' immagine?
R -
Sta alla sensibilità di ognuno di noi saper cogliere il momento opportuno e valorizzare tramite il mirino l'inquadratura del nostro soggetto. Questa qualità la si acquisisce a volte dopo un po' di tempo e purtroppo anche dopo parecchi errori. E' certo comunque, che si può fotografare sempre e con qualsiasi condizione di tempo e di luce. L'importante è che la nostra macchina fotografica preveda la possibilità di selezionare la condizione "manuale" e che si possieda anche un cavalletto.

D - – Qual è attualmente la diffusione della macchina digitale? Soppianterà quella tradizionale? Se sì con quali conseguenze?
R -
Come tutte le tecnologie che avanzano rapidamente, anche la fotografia digitale a media o lunga scadenza soppianterà quella tradizionale (purtroppo). Questo lo notiamo dal fatto che tutte le case che producono materiale fotografico tradizionale, si stanno orientando velocemente a perfezionare la fotografia digitale. Le conseguenze saranno che i fotografi non saranno più gli artigiani che partecipano attivamente alla formazione dell'immagine utilizzando sviluppi e fissaggi, ma tecnici esperti di computer.

D - La fotografia si può considerare una forma d'arte? Quando è tale?
R -
La fotografia è certamente una forma d'arte. Si consideri poi che alla fine dell’Ottocento i primi fotografi erano pittori, in particolar modo ad essa si dedicarono gli impressionisti.
Particolarmente è arte quando una foto la ammiriamo a lungo, come quando in una galleria d'arte contempliamo un bel quadro. Quando la fotografia comunica emozioni significa che il fotografo ha raggiunto il suo scopo.

D - Ci racconti qualche sua esperienza con la macchina fotografica.
R -
La mia prima esperienza seria con la macchina fotografica credo di averla fatta a quattordici anni, quando frequentavo a Milano la scuola di ottica e di fotografia alla Galileo Galilei. Era una macchina da studio che utilizzava le lastre fotografiche. Quello per me è stato veramente un momento emozionante.

D - E qualche aspetto interessante del suo insegnamento all'Ute?
R -
L'aspetto interessante del mio insegnamento all’Ute sta nell’aver cercato di trasmettere agli amici corsisti le mie esperienze pratiche acquisite in quaranta anni di lavoro nel campo della fotografia: di questi ne ho trascorsi dieci alla TENSI, casa italiana produttrice di materiale sensibile in bianco e nero e trenta all'AGFA, casa tedesca produttrice di materiale sensibile in bianco, nero ed a colori, per le quali sono stato anche assistente tecnico per i laboratori professionali e successivamente all'AGFA, anche responsabile della qualità presso i clienti.

Certamente in tanti anni il nostro insegnante ha acquisito una grande competenza ed è per noi una fortuna poterne diventare almeno un po’ partecipi.
Queste due immagini della Pietà di Michelangelo, che fanno parte della mostra dedicata al grande fotografo viennese Robert Hupka, allestita attualmente a Roma in Piazza S. Pietro, mostrano come anche la fotografia possa creare un’opera d’arte, con l’uso sapiente della luce e dell’inquadratura.
   
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