D
- Quanto conta la conoscenza di elementi di ottica e di chimica
per ottenere una buona fotografia?
R. - La
conoscenza dell'ottica in fotografia è importante, intesa
questa come informazione sull'uso degli obiettivi. Consideriamo
che gli obiettivi sono “l’occhio" della macchina
fotografica e pertanto, dovremmo saperli utilizzare in relazione
alle condizioni di ripresa. Essi sono: obiettivi per immagini
ravvicinate (macro), con ampio angolo di ripresa (grandangoli),
per riprese a grande distanza (teleobiettivi); esiste poi un
obiettivo che in parte racchiude queste caratteristiche ed è
lo “zoom” (a focale variabile).
La conoscenza invece della chimica fotografica è importante
se l'hobbista fotografo si stampa anche le proprie fotografie.
Una buona fotografia è solo il risultato congiunto tra
la conoscenza degli elementi che compongono la macchina fotografica,
gusto estetico e una capacità intuitiva nel cogliere quella
particolare immagine legata ad una certa situazione.
D.- Qual
è il ruolo della luce in fotografia?
R. - Per fotografare
occorrono tre elementi indispensabili: la luce, la macchina fotografica
ed il materiale sensibile (pellicola). Pertanto il ruolo della
luce è determinante, come per il pittore la conoscenza
della combinazione dei colori.
La luce nell'arco della giornata cambia la sua colorazione (temperatura
colore), anche in conseguenza del fatto che si tratti di una
giornata nuvolosa o di pieno sole, che ci troviamo in alta montagna,
al mare, al tramonto con nebbia, ecc. In questi casi il fotografo
deve sapere come operare per ottenere buoni risultati, utilizzando
correttamente gli elementi che compongono la macchina fotografica.
D - Quali
sono le caratteristiche di una buona inquadratura?
R - Per ottenere una
buona inquadratura esistono alcune regole ben precise. Gli orizzonti
devono essere perfettamente orizzontali, specialmente quando
si fotografa la linea all'infinito del mare. Se si fotografa un
bambino o un adulto è bene riprenderlo possibilmente in
atteggiamento spontaneo, quando ad esempio il soggetto non se
ne accorge. Un panorama risulterà con una buona profondità
di campo se terremo in primo piano un elemento che ci valorizzi
questa situazione (abbiamo forse ancora tutti presente quella
famosa cartolina di Napoli con il Vesuvio ed il pino in primo
piano).
Evitare possibilmente in una ripresa gli elementi di disturbo,
come ad esempio i fili della luce che attraversano tutto il fotogramma.
D - Cosa
intende per educazione all' immagine?
R - Sta alla sensibilità di ognuno di noi saper
cogliere il momento opportuno e valorizzare tramite il mirino
l'inquadratura del nostro soggetto. Questa qualità la
si acquisisce a volte dopo un po' di tempo e purtroppo anche
dopo parecchi errori. E' certo comunque, che si può fotografare
sempre e con qualsiasi condizione di tempo e di luce. L'importante
è che la nostra macchina fotografica preveda la possibilità
di selezionare la condizione "manuale" e che si possieda
anche un cavalletto.
D - –
Qual è attualmente la diffusione della macchina digitale?
Soppianterà quella tradizionale? Se sì con quali
conseguenze?
R - Come tutte le tecnologie che avanzano rapidamente,
anche la fotografia digitale a media o lunga scadenza soppianterà
quella tradizionale (purtroppo). Questo lo notiamo dal fatto
che tutte le case che producono materiale fotografico tradizionale,
si stanno orientando velocemente a perfezionare la fotografia
digitale. Le conseguenze saranno che i fotografi non saranno
più gli artigiani che partecipano attivamente alla formazione
dell'immagine utilizzando sviluppi e fissaggi, ma tecnici esperti
di computer.
D - La fotografia
si può considerare una forma d'arte? Quando è tale?
R - La fotografia è certamente una forma d'arte.
Si consideri poi che alla fine dell’Ottocento i primi fotografi
erano pittori, in particolar modo ad essa si dedicarono gli impressionisti.
Particolarmente è arte quando una foto la ammiriamo a lungo,
come quando in una galleria d'arte contempliamo un bel quadro.
Quando la fotografia comunica emozioni significa che il fotografo
ha raggiunto il suo scopo.
D - Ci racconti
qualche sua esperienza con la macchina fotografica.
R - La mia prima esperienza
seria con la macchina fotografica credo di averla fatta a quattordici
anni, quando frequentavo a Milano la scuola di ottica e di fotografia
alla Galileo Galilei. Era una macchina da studio che utilizzava
le lastre fotografiche. Quello per me è stato veramente
un momento emozionante.
D - E qualche
aspetto interessante del suo insegnamento all'Ute?
R - L'aspetto interessante
del mio insegnamento all’Ute sta nell’aver cercato
di trasmettere agli amici corsisti le mie esperienze pratiche
acquisite in quaranta anni di lavoro nel campo della fotografia:
di questi ne ho trascorsi dieci alla TENSI, casa italiana produttrice
di materiale sensibile in bianco e nero e trenta all'AGFA, casa
tedesca produttrice di materiale sensibile in bianco, nero ed
a colori, per le quali sono stato anche assistente tecnico per
i laboratori professionali e successivamente all'AGFA, anche
responsabile della qualità presso i clienti. |