Sta piovendo e fa freddo.
Il pensiero va ai mesi scorsi, da metà maggio ai primi di settembre,
quando abbiamo sofferto per l’eccessivo e prolungato caldo e la
siccità che ne è conseguita.
Per circa tre mesi la televisione ci ha quotidianamente ammonito con
il ritornello delle temperature “ben al di sopra delle medie stagionali”
e l’incombente mancanza d’acqua nelle nostre case. Un giorno
sì e uno no abbiamo sentito parlare e poi visto, fiumi prosciugati,
laghi quasi ridotti a piscine per bambini, coltivazioni appassite, frutti
della terra rinsecchiti.
I telegiornali hanno
paventato privazioni d’ogni sorta, morie di animali per mancanza
di foraggio a causa della siccità e regolarmente ci hanno invitato
a non sprecare quell’acqua che il cielo non voleva più
far cadere sull’assetata terra.
Ad accrescere le previsioni apocalittiche si è aggiunta la spada
di Damocle del black out elettrico dovuto alla mancanza di acqua necessaria
per il funzionamento delle centrali. Ironia della sorte il temuto black
out si è verificato a calura finita!
Di sicuro l’estate scorsa ho imparato che “le risorse del
pianeta non sono infinite” e che è necessario usarle razionalmente
ed evitare i consumi inutili.
Ripensando alla situazione estiva, mi chiedo se tutti hanno accolto
l’invito ad evitare gli sprechi di acqua ed energia elettrica.
Per esempio, era proprio necessario che i negozi di elettrodomestici
tenessero accesi contemporaneamente tutti i televisori esposti? Era
indispensabile far funzionare al massimo i condizionatori? O innaffiare
i giardini privati nelle ore calde della giornata?
Ancora, in ospedali pubblici ho visto rubinetti gocciolare e scarichi
del wc funzionare a vuoto. Per non parlare di tutta l’acqua che
si disperde nel trasporto lungo la nostra rete idrica obsoleta.
Ora che siamo in autunno e piove, che cosa è rimasto dell’invito
a comportamenti virtuosi come non sprecare acqua mentre ci si lava denti
e mani o preferire la doccia al bagno? E delle promesse dei politici
di ammodernare la rete idrica?