AD ASTI CON L’UTE, IN UNA FUSIONE DI TRADIZIONE E MODERNITÀ
di Beppe Biolcati


In questi mesi di tempo grigio ed uggioso mi capita di ricordare con rimpianto la gita di fine anno ad Asti, senza alcun dubbio una delle .più riuscite.

Era una giornata splendida di sole. All’andata il nostro percorso è stato accompagnato dalla visione delle dolci colline del Monferrato, al ritorno l'atmosfera è stata rallegrata dal direttore dell’Ute di Asti, il quale con aneddoti, barzellet-te e canzoni d'epoca ci ha divertito per tutto il tempo.


All'arrivo nella città di Vittorio Alfieri ci ha accolti la presidente dell’Ute, la quale, esperta di storia dell’arte, con molta competenza ci ha accompagnati nella visita ai più interessanti monumenti cittadini, lungo le vie in cui si alternano i palazzi barocchi, le chiese e le torri medioevali.
Ci siamo subito diretti verso la costruzione più notevole, la sontuosa cattedrale in stile romano-gotico piemontese, all'interno completamente ricoperta di affreschi secenteschi. Abbiamo anche visitato la cripta-museo di S. Anastasio, ricchissima di reperti antichi, la casa natale del poeta tragico Vittorio Alfieri, un palazzo settecentesco che conserva cimeli dello scrittore, e il ghetto ebraico.
Molto interessante è stata anche la visita al museo-laboratorio degli arazzi, nell’antico monastero dei monaci vallombrosani, dove si continua la tradizione della tessitura ad “alto liccio”, la più antica ma anche la più lunga e faticosa (per un metro quadrato sono richieste in media 500 ore di lavoro). Le opere dei più affermati pittori contemporanei, Cagli, Casorati, De Chirico, Matisse, Mirò ecc, vengono ancora tessute nel laboratorio tradizionale e sono esposte, oltre che nel locale museo, in saloni e gallerie italiane ed estere.


Le vie della città nei giorni del celebre Palio
Dopo una passeggiata per le eleganti vie del centro, ci siamo recati in un caratteristico ristorante per il pranzo dove abbiamo potuto apprezzare in pieno la rinomata cucina piemontese: ci è stato servito un menù straordinario, dall’aperitivo della casa con salatini, agli antipasti di ogni tipo, agli squisiti primi e secondi, fino alle pasticcerie e ai vini più pregiati. Un buon caffè affogato nella grappa ha concluso lo squisito pranzo.
L’ultima tappa l'abbiamo fatta ad una ben fornita cantina sociale, dove ci sono stati offerti assaggi di ottimi vini, con possibilità di acquisto.

In tutto questo tripudio della vista e del palato non è stato dimenticato un aspetto altrettanto importante: lo scambio di esperienze culturali fra le nostre due Ute, con la promessa di continuare in futuro questi contatti per arricchire di nuovi apporti le nostre istituzioni.