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QUALCUNO CE LA FA di Luisa Maria Sangiorgi |
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| Quasi ogni giorno i giornali portano notizie di nuovi sbarchi di clandestini. Vengono da ogni parte del mondo: dai paesi dell'Est, dal centro America, dall'Africa e dall'Asia. Questa specie di invasione pacifica ci lascia sgomenti e perplessi. Riuscirà l'Italia ad accogliere tutti gli stranieri e a dar loro lavoro e dignità? E' una domanda che tutti ci poniamo quando li vediamo arrivare laceri e sfiniti su imbarcazioni vecchie, ormai inadatte a navigare, irretiti da individui senza scrupoli, con la promessa di una vita migliore. Povera gente che fugge dalla
guerra o dalla miseria, pensa di arrivare nella terra dell'Eldorado
invece, qualche volta la speranza finisce con loro in fondo al mare.
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Immigrati al lavoro in una fabbrica |
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C'è però anche
chi è in Italia da parecchi anni e con spirito di adattamento
ha già saputo integrarsi: sono i più volonterosi e anche
i più fortunati. Hanno un lavoro fisso, i documenti in regola,
parlano la nostra lingua e rispettano le nostre tradizioni. Nei luoghi
in cui vivono sono spesso benvoluti da tutti. Una notte una mucca ha avuto
un grave incidente, ha ingoiato un filo di ferro che serve a imballare
il fieno. Nonostante le cure del veterinario è stato necessario
abbattere l'animale. Per il proprietario ha pesato in particolare la
perdita finanziaria; per Sanyaj è stato un vero dispiacere. Qualcuno
l'ha visto in un angolo della stalla, col viso rivolto verso il muro,
piangere in silenzio. Il proprietario della ditta
di trasporti, che l'ha assunto come manovale, gli ha proposto di prendere
la patente automobilistica perché vuole una persona fidata che
gli faccia da camionista. Milika lavora come inserviente
alla casa di riposo per anziani e il suo sogno è diventare infermiera.
Tutti vogliono bene a questa bella ragazza albanese dai gesti gentili
e dal sorriso dolcissimo. |