PRINCIPI ED EFFICACIA DELLA MEDICINA OMEOPATICA
di Gemma Boroni

Da qualche decennio la Medicina Omeopatica è diventata, specie in alcuni settori della salute, un’alternativa ai sistemi di cura tradizionale. Su quali principi si basa, in quali ambiti risulta maggiormente efficace e in quali meno, di quali farmaci fa uso, queste sono alcune delle domande che abbiamo rivolto al nostro docente dottor De Blasi.

D - Qual è la situazione della medicina omeopatica in Italia?

R - Dopo essere comparsa in Italia nel lontano 1830, l'Omeopatia ha iniziato un periodo di ripresa sin dagli anni '50, sino a vedere il suo massimo sviluppo proprio negli ultimi anni. Secondo i dati di un'indagine condotta dall'ISTAT e diffusi nel 2001, il numero di Italiani che ricorrono con fiducia alla medicina non convenzionale è quasi raddoppiato negli anni dal 1991 al 1999. La cifra complessiva raggiunge circa il 15% dell'intera popolazione, per un totale di ben nove milioni di Italiani. L'omeopatia in particolare ha visto crescere i suoi utenti dal 2,5% all'8,2% in otto anni, qualificandosi come la forma di medicina non convenzionale più utilizzata dalla popolazione italiana. Tantissimi i bambini che vengono trattati con i rimedi omeopatici: il 7,7% dei piccoli pazienti è curato dall'omeopata per disturbi che vanno dall'asma, all'eczema, alle infezioni respiratorie ricorrenti, ai disturbi del sonno e all'irrequietezza. E' invece la depressione la malattia per cui si rivolgono più spesso all'omeopatia gli adulti, oltre alle malattie allergiche. Questi sono alcuni dei dati emersi dall’indagine statistica dell'Istituto Superiore di Sanità.


Christian Friedrich Hahnemann
D - Quali sono le differenze fondamentali con la medicina convenzionale.

R - Sono tre i punti fondamentali da prendere in considerazione: 1. La valutazione dei sintomi. 2. I principi su cui si applica la terapia. 3. La qualità delle sostanze medicinali impiegate. In omeopatia, accanto alla valutazione dei sintomi e ai segni clinici e strumentali disponibili (di solito a carattere locale ed obiettivo di un organo o funzione) si aggiunge una valutazione allargata ai sintomi soggettivi del paziente e alla sua particolare costituzione fisica e di temperamento. L'omeopatia classica inoltre valuta la possibile connessione di tutti i sintomi esistenti, anche a livello di organi o funzioni differenti (totalità dei sintomi), tra di loro e il rapporto temporale tra la comparsa di differenti sintomi o malattie (patobiografia).
Il principio fondamentale su cui si applica la terapia omeopatica è espresso con la formula "il simile cura il simile". Al contrario, in medicina convenzionale si usa il principio dei contrari (allopatia) o quello della terapia sostitutiva.
Hahnemann, il fondatore dell'Omeopatia, arrivò alla formulazione del principio di similitudine attraverso lo studio delle sperimentazioni dei farmaci omeopatici e attraverso l'osservazione di leggi naturali, ad esempio analizzando ciò che succede quando in uno stesso soggetto si incontrano due malattie con sintomi completamente diversi (malattie dissimili) oppure con sintomi comuni (malattie simili).
La qualità delle sostanze medicinali impiegate nei due casi è nettamente differente: di sintesi chimica e utilizzate in dosi ponderali, per gran parte dei farmaci allopatici; di tipo naturale (sostanze vegetali, minerali, animali) e utilizzate in dosi estremamente diluite e dinamizzate per i farmaci omeopatici.

D - Su quali principi si fonda l’Omeopatia?

R - I principi su cui si fonda l'Omeopatia li abbiamo in parte descritti rispondendo alla precedente domanda.
Possiamo ricapitolare i principi fondamentali qui di seguito: il principio di similitudine, la totalità dei sintomi, l'uso di sostanze naturali diluite e dinamizzate, la sperimentazione dei farmaci omeopatici sul soggetto sano per l'individuazione delle caratteristiche peculiari di ogni farmaco, su cui poi applicare il principio di similitudine in terapia (Proving e Materia Medica Omeopatica): questa rappresenta la principale fonte di conoscenza e di informazioni sui farmaci omeopatici, a cui vanno aggiunte le conoscenze desunte dalla successiva esperienza clinica derivante dalla pratica omeopatica, che viene continuamente aggiornata.

D - Quali sono i limiti della Medicina Omeopatica?

R - Va fatta una premessa: teoricamente, il rimedio omeopatico è sempre in grado di agire, a condizione che la forza vitale del soggetto sia sufficientemente stimolabile. Questa condizione è tanto più evidente quanto più il soggetto è in grado di produrre sintomi individuali peculiari e caratteristici. Nell'estremo opposto di tale condizione, si parla di malattie defettive, caratterizzate cioè da scarsa o nulla capacità di reazione ai rimedi omeopatici da parte del soggetto. Questo è il primo limite all'Omeopatia.
Gli altri limiti assoluti all'Omeopatia sono quasi tutte le condizioni proprie della Medicina d'urgenza (es. stato di coma, shock con perdita di coscienza, ictus, avvelenamenti acuti, etc ) e della Chirurgia d'urgenza (es. traumi gravi, addome acuto, emorragia interna, etc ); stessa considerazione vale per le patologie irreversibili, come un diabete insulino-dipendente o gli esiti di una tiroidectomia, e tutti gli stati terminali associati a malattie maligne incurabili.
Esiste poi tutta una fascia di patologie, anche relativamente gravi, in cui il limite all'Omeopatia non è assoluto, ma relativo: in tali casi non si può escludere del tutto la possibilità di usare l'Omeopatia con consistenti vantaggi per il paziente, magari anche in associazione alle terapie convenzionali. Tutto dipende dalla volontà e dalla collaborazione del paziente, oltre che dalla disponibilità delle strutture convenzionali necessarie per la parte diagnostica e assistenziale al soggetto malato.

D - Quali sono le situazioni in cui risulta particolarmente efficace?

R - Più la forza vitale è attiva e forte, più efficace risulta la terapia omeopatica. Un esempio tipico è costituito dalle malattie infiammatorie proprie dell'infanzia: in tali casi la medicina omeopatica ha un grande impatto curativo e contemporaneamente preventivo, stimolando un'ottimale crescita psico-fisica del bambino, oltre che risparmiarlo dai potenziali effetti collaterali dei farmaci convenzionali di tipo chimico. Inoltre, più la patologia è di tipo funzionale e poco o nulla di tipo organico, più la medicina omeopatica risulta efficace. Ad esempio, è più efficace nel porre rimedio ai disordini funzionali mestruali (irregolarità del ciclo, dolori mestruali, sindrome premestruale), piuttosto che nel curare un fibroma uterino di medie o grosse dimensioni.
Infine, la medicina omeopatica risulta particolarmente efficace in patologie in cui di solito le terapie convenzionali non hanno un effetto curativo profondo e stabile, ma solo sintomatico; penso ad esempio alle malattie allergiche respiratorie o cutanee, piuttosto che alle alterazioni dell'umore di tipo cronico, come certe depressioni reattive e in fase iniziale. Per non dimenticare la maggior parte delle malattie acute non gravi, in qualsiasi fascia di età, in cui la medicina omeopatica potrebbe essere considerata la terapia di prima scelta.

D – In che modo l’Omeopatia può essere d’aiuto nella terza età?

R - Le considerazioni appena esposte valgono anche per la terza età. Tuttavia vi sono particolari patologie tipiche della terza età che possono essere affrontate con successo dalla medicina omeopatica.
Facciamo alcuni esempi.
Nelle patologie vascolari, del tipo arteriosclerosi cerebrale, vi sono rimedi molto utili come Baryta carbonica, Lycopodium, Ambra grisea. Problemi di stasi venosa periferica possono essere affrontati con rimedi come Hamamelis, Carbo-vegetabilis, Fluoric-acidum. A livello poi delle patologie del tratto gastrointestinale risultano assai preziosi rimedi come Nuxvomica, Anacardium, Argentum-nitricum, Colocynthis, Aesculus. Patologie dolorosissime come l’Herpes Zoster ad esempio possono essere curate con rimedi come Ranunculus bulbosus, Rhus-tox., Mezereum o Arsenicum album. Inoltre, anche molte patologie del tratto respiratorio come tossi e bronchiti possono essere affrontate con rimedi come Bryonia, Kali-carbonicum, Phosphorus, Antimonium-tartaricum.
Ma anche altre patologie come quelle del tratto urinario maschile e femminile, così come le malattie reumatiche e le vertigini causate dai processi di invecchiamento possono trovare specifici rimedi omeopatici indicati per il loro trattamento.

Ovviamente, quando parliamo di terza età parliamo di una età delicata e fragile, per cui anche la terapia deve avere quel carattere di gentilezza che la situazione richiede.

D - Quanto sono efficaci i farmaci omeopatici?

R - L'efficacia dei farmaci omeopatici è data dal meccanismo speciale con cui vengono preparati: diluizione progressiva, abbinata alla succussione: uno scuotimento della quantità di liquido, tale da produrre fenomeni non chimici, ma di tipo elettromagnetico. L'acqua o l'alcool che è il supporto della sostanza medicinale di partenza fanno da supporto di comunicazione e memoria delle qualità dinamiche ed energetiche della sostanza di partenza. In pratica l'azione del rimedio omeopatico può essere spiegata nell'ambito degli effetti elettromagnetici delle sostanze. La biofisica e la fisica quantistica stanno entrando massicciamente nello studio della medicina e cominciano a dare atto di quanto pure empiricamente scoperto da Hahnemann oltre 200 anni fa: ora si comincia a parlare di Biologia Omeopatica.

Il professor De Blasi ci ha fornito ampie delucidazioni su questo settore della medicina che consente di affrontare con “gentilezza”, tante patologie. Siamo certi che molti dei nostri lettori sapranno fare buon uso delle sue indicazioni.