IL NIPOTE PREDILETTO

di Adelaide Cerri

 

E’ l’anno europeo del disabile, un anno per riflettere su questa realtà, un anno per far conoscere le associazioni pubbliche e private e le loro iniziative, un anno per coinvolgere l'opinione pubblica al fine di cercare di risolvere piccoli e grandi problemi che tuttora incontrano queste persone indifese.
Un’amica che vive intensamente e direttamente questo problema mi ha voluto regalare la sua esperienza, perché da essa ha ricevuto il dono dell’amore totalmente disinteressato.
Ecco la sua storia.

"Dopo aver intensamente chiesto al destino di avere una famiglia ricca di bambini sono stata accontentata: ho sposato un ragazzo che aveva parecchi fratelli, ognuno dei quali ha portato nella casa la propria sposa, così la figliolanza col tempo è cresciuta.
Il mio primo nipote l'ho aspettato con trepidazione. Zia per la prima volta! Era una sensazione speciale, piena di prospettive, anche perché ero diventata mamma da circa un anno. Un cuginetto che si affiancava al mio piccolo era un grande bene, un legame in più.
Il bimbo, in una calda mattinata, è nato. Era un bel piccino che assomigliava alla sua giovane mamma, ma il medico ha subito avvertito che non rispondeva a certi stimoli e si supponeva che all'atto della nascita avesse bevuto il liquido amniotico. La prospettiva era fonte di dolore e di ansia, ma andava affontata.
Il piccolo è così cresciuto tra le cure mediche, forse, non del tutto appropriate.
L'amore verso la creatura, non fragile ma indifesa, era forte e avrei voluto manifestarlo con effusioni d'affetto ma, la difficile realtà lasciava poco spazio alla neo zia.
I due cuginetti, invece, equipaggiati di buon senso, stavano bene insieme: avevano un rapporto di reciproco rispetto delle proprie esigenze. Mio figlio, maggiore di un anno, incoraggiava il cugino ad essere più responsabile nella quotidianità in modo da non agire d'impulso, perché Dodi era un po' burlone: gli piaceva fare scherzi che talvolta rischiavano di essere pericolosi.
Dodi così è cresciuto, anche se le cure intensificandosi lo lasciavano stordito. Aveva ed ha un buon carattere, ama stare con la gente. Il suo grande divertimento è viaggiare, soprattutto all'estero per conoscere le lingue straniere. I genitori lo assecondano e lui si diverte nel visitare città che ha in precedenza viste in televisione. E' sempre stato affascinato dalla televisione ed è orgoglioso di averne una sua: la porta in ogni posto in cui si reca perché deve seguire in determinate ore i suoi programmi preferiti e su di essi fa annotazioni complicate su pezzi di carta.
A Dodi piace la buona tavola, è sempre contento di quanto gli si prepara qualche buon piatto e chiede sempre alla mamma di poterne mangiare ancora. Non è mai sazio.
Sono orgogliosa di mio nipote: ha una memoria prodigiosa, ricorda i numeri telefonici delle persone che gli sono simpatiche e a tutti telefona per sapere come stanno in salute e dove vanno in ferie. Inoltre non manca di fare gli auguri a parenti ed amici quando questi compiono gli anni. Si ricorda anche della sua insegnante delle elementari e le telefona per sapere come va il lavoro con i bambini. E' affettuoso e socievole e gli amici d'infanzia lo invitano sempre per il loro matrimonio o per la nascita di un loro figlio."
L'amica, ha gli occhi lucidi, ma prosegue il racconto sottolineando che Dodi è il suo nipote prediletto.
"Ricevo molte telefonate personali, ma quando, alla fine della settimana, arriva la sua chiamata sono raggiante di felicità: mi augura buona domenica, vuole sapere cosa farò in quel giorno di festa, cosa mangerò e mi rimprovera se gli riferisco che mi accontenterò di un primo piatto. Poi lui mi elenca i cibi che sono stati preparati, contento sempre del menù della mamma.
Talvolta è mio ospite a pranzo o a cena, ma deve comportarsi bene perché, siccome non sa rinunciare ai suoi scherzetti, talvolta mi fa arrabbiare così lo devo rimproverare e questo a lui non garba proprio. Non vuole sentire cattive parole e tanto meno sgridate: se riconosce di aver sbagliato chiede mille volte scusa e promette di non farlo più, però, come dicevo, è un burlone, ride e ricasca nelle sue bravate goliardiche.
Non è del tutto autosufficiente, anche perché è pigro e rinuncia se la cosa da fare la ritiene complicata.
Si è inserito con gli anni nelle varie associazioni dei disabili mantenendo contatti più con gli operatori che con i compagni.

Partecipa con interesse alle manifestazioni a lui più congeniali, scegliendosi l'associazione che soddisfa i suoi interessi, come uscire a mangiare la pizza, vedere un film, andare in gita per uno o più giorni per visitare le città d'Italia, oppure farsi le ferie estive in un luogo di mare. I genitori sono esclusi da questo tipo di svago. Nell’organizzare le sue uscite è sbrigativo: prende il telefono, chiede e stabilisce.
Dodi, in questo periodo, è metodico: ogni mattina compra il giornale, lo sfoglia e legge quello che attrae la sua attenzione. Scrive pochissimo e legge ciò che gli serve per un suo godimento.
Mi vuole bene, mi consiglia di curarmi per mantenermi sana ed è contento quando mi vede.

Il bene viene dal bene, si dice, infatti io ricevo il suo affetto e lo contraccambio con tutta la generosità che il mio cuore può dare. Viviamo con la speranza che il recupero avvenga col tempo. Illusione forse…ma siamo nelle mani misericordiose di Dio che ha voluto questo.
Dodi così presente nella mia vita quotidiana mi ha insegnato ad essere altruista con il mio prossimo e a vedere il bene ovunque."

Sono grata all’amica per la sua disponibilità nel raccontarmi la sua esperienza a testimonianza di quanto affetto queste persone riescono a dare e di come la loro presenza possa riempire la nostra vita.