E’
l’anno europeo del disabile, un anno per riflettere su questa
realtà, un anno per far conoscere le associazioni pubbliche
e private e le loro iniziative, un anno per coinvolgere l'opinione
pubblica al fine di cercare di risolvere piccoli e grandi problemi
che tuttora incontrano queste persone indifese.
Un’amica che vive intensamente e direttamente questo problema
mi ha voluto regalare la sua esperienza, perché da essa
ha ricevuto il dono dell’amore totalmente disinteressato.
Ecco la sua storia.
"Dopo
aver intensamente chiesto al destino di avere una famiglia ricca
di bambini sono stata accontentata: ho sposato un ragazzo che
aveva parecchi fratelli, ognuno dei quali ha portato nella casa
la propria sposa, così la figliolanza col tempo è
cresciuta.
Il mio primo nipote l'ho aspettato con trepidazione. Zia per la
prima volta! Era una sensazione speciale, piena di prospettive,
anche perché ero diventata mamma da circa un anno. Un cuginetto
che si affiancava al mio piccolo era un grande bene, un legame
in più.
Il bimbo, in una calda mattinata, è nato. Era un bel piccino
che assomigliava alla sua giovane mamma, ma il medico ha subito
avvertito che non rispondeva a certi stimoli e si supponeva che
all'atto della nascita avesse bevuto il liquido amniotico. La
prospettiva era fonte di dolore e di ansia, ma andava affontata.
Il piccolo è così cresciuto tra le cure mediche,
forse, non del tutto appropriate.
L'amore verso la creatura, non fragile ma indifesa, era forte
e avrei voluto manifestarlo con effusioni d'affetto ma, la difficile
realtà lasciava poco spazio alla neo zia.
I due cuginetti, invece, equipaggiati di buon senso, stavano bene
insieme: avevano un rapporto di reciproco rispetto delle proprie
esigenze. Mio figlio, maggiore di un anno, incoraggiava il cugino
ad essere più responsabile nella quotidianità in
modo da non agire d'impulso, perché Dodi era un po' burlone:
gli piaceva fare scherzi che talvolta rischiavano di essere pericolosi.
Dodi così è cresciuto, anche se le cure intensificandosi
lo lasciavano stordito. Aveva ed ha un buon carattere, ama stare
con la gente. Il suo grande divertimento è viaggiare, soprattutto
all'estero per conoscere le lingue straniere. I genitori lo assecondano
e lui si diverte nel visitare città che ha in precedenza
viste in televisione. E' sempre stato affascinato dalla televisione
ed è orgoglioso di averne una sua: la porta in ogni posto
in cui si reca perché deve seguire in determinate ore i
suoi programmi preferiti e su di essi fa annotazioni complicate
su pezzi di carta.
A Dodi piace la buona tavola, è sempre contento di quanto
gli si prepara qualche buon piatto e chiede sempre alla mamma
di poterne mangiare ancora. Non è mai sazio.
Sono orgogliosa di mio nipote: ha una memoria prodigiosa, ricorda
i numeri telefonici delle persone che gli sono simpatiche e a
tutti telefona per sapere come stanno in salute e dove vanno in
ferie. Inoltre non manca di fare gli auguri a parenti ed amici
quando questi compiono gli anni. Si ricorda anche della sua insegnante
delle elementari e le telefona per sapere come va il lavoro con
i bambini. E' affettuoso e socievole e gli amici d'infanzia lo
invitano sempre per il loro matrimonio o per la nascita di un
loro figlio."
L'amica, ha gli occhi lucidi, ma prosegue il racconto sottolineando
che Dodi è il suo nipote prediletto.
"Ricevo molte telefonate personali, ma quando, alla fine
della settimana, arriva la sua chiamata sono raggiante di felicità:
mi augura buona domenica, vuole sapere cosa farò in quel
giorno di festa, cosa mangerò e mi rimprovera se gli riferisco
che mi accontenterò di un primo piatto. Poi lui mi elenca
i cibi che sono stati preparati, contento sempre del menù
della mamma.
Talvolta è mio ospite a pranzo o a cena, ma deve comportarsi
bene perché, siccome non sa rinunciare ai suoi scherzetti,
talvolta mi fa arrabbiare così lo devo rimproverare e questo
a lui non garba proprio. Non vuole sentire cattive parole e tanto
meno sgridate: se riconosce di aver sbagliato chiede mille volte
scusa e promette di non farlo più, però, come dicevo,
è un burlone, ride e ricasca nelle sue bravate goliardiche.
Non è del tutto autosufficiente, anche perché è
pigro e rinuncia se la cosa da fare la ritiene complicata.
Si è inserito con gli anni nelle varie associazioni dei
disabili mantenendo contatti più con gli operatori che
con i compagni. |
Partecipa
con interesse alle manifestazioni a lui più congeniali,
scegliendosi l'associazione che soddisfa i suoi interessi, come
uscire a mangiare la pizza, vedere un film, andare in gita per
uno o più giorni per visitare le città d'Italia,
oppure farsi le ferie estive in un luogo di mare. I genitori sono
esclusi da questo tipo di svago. Nell’organizzare le sue
uscite è sbrigativo: prende il telefono, chiede e stabilisce.
Dodi, in questo periodo, è metodico: ogni mattina compra
il giornale, lo sfoglia e legge quello che attrae la sua attenzione.
Scrive pochissimo e legge ciò che gli serve per un suo
godimento.
Mi vuole bene, mi consiglia di curarmi per mantenermi sana ed
è contento quando mi vede.
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