Il caro estinto

di Amelio Sivieri

 

Se ne parla poco, vogliamo saperne di più?

Prima che vengano chiusi per sempre gli occhi a noi o a qualche nostro caro, credo sia utile affrontare l'argomento del trapasso terreno (in cielo speriamo per tutti) e dei servizi cimiteriali. Non è un bell'argomento del quale scrivere, però è sempre meglio avere in anticipo le informazioni necessarie così che il doloroso evento non ci impedisca di esaminare con cognizione di causa la situazione, evitando errori di cui poi ci potremmo pentire.
Prima però di passare agli aspetti pratici della questione diamo un veloce sguardo a come nel tempo gli uomini hanno affrontato il problema.

Un corteo funebre negli anni ‘20

 

Già nell'antica Roma era proibito seppellire i morti all'interno delle città o deporvi le ceneri. Sulla via Appia e sulla via Flaminia si concentravano le tombe delle famiglie patrizie, mentre gli schiavi e gli Ebrei venivano portati fuori da Porta Esquilina. Furono le sette cristiane a diffondere la consuetudine della sepoltura, che veniva effettuata nelle chiese per quanto riguardava i nobili e i facoltosi; mentre i poveri venivano sepolti nelle vicinanze.
Dal XII al XVII secolo si verificano dei notevoli cambiamenti: le tombe non sono più anonime e compaiono delle iscrizioni che mirano mantenere viva la memoria dello scomparso. Non esistono ancora veri e propri cimiteri. La prima documentazione scritta che parla di "cimitero pubblico" si trova in un libro dell'arcivescovo Henri De Sponde dal titolo "Les cimitières sacres" apparso a Bordeaux nel 1598. Attorno al 1630 si affermò la pratica di vestire i morti: nella Germania luterana era in vendita un apposito indumento, la camicia mortuaria, mentre nell’Europa meridionale si preferiva vestire più elegantemente i defunti (ad esempio con l'abito nuziale). In quel tempo nacque anche l'usanza di deporre il rosario tra le dita.
Per quanto riguarda i tempi era compito dei prelati verificare che tra il momento del decesso e quello della sepoltura passassero almeno 24 ore. Si fissò anche una profondità minima per la inumazione e si incominciò a scrivere sulla lapide l'età. Questa era una novità per l'epoca così come la Messa in presenza del defunto e non dopo la sepoltura.
Tra il XVII e il XIX secolo vi fu una grande svolta nella sepoltura. Poichè i cadaveri che si erano accumulati in chiostri e absidi di chiese situati nel centro urbano causavano malattie ed epidemie, dagli illuministi nacque l’idea di costruire cimiteri fuori dalle città . Questi spazi erano concepiti come “parchi” organizzati per le visite da parte delle famiglie e dovevano contenere monumenti in grado di ricevere le salme degli uomini illustri. Scomparvero in seguito anche gli "annunciatori di morte" che giravano per le strade dandone notizia, sostituiti da segnalazioni su Gazzette e su giornali delle partecipazioni funebri. Furono proprio questi "annunciatori" rimasti disoccupati che si trasformarono in organizzatori di funerali.
E passiamo quindi alla situazione attuale nel nostro comune.
A Cinisello Balsamo ci sono attualmente varie agenzie funebri, tutte a gestione privata, che devono rispettare le regole della concorrenza e che sono obbligate per legge ad esporre in modo ben visibile i prezzi dei vari tipi di funerale. Le trattative devono avvenire in un loro ufficio o anche in un altro luogo, previo il consenso del cliente.
Esistono fondamentalmente tre diversi tipi di funerale.
Primo tipo: economico da inumazione (nella nuda terra, cassa in legno dolce, catafalco, due candelabri, preparazione, adagiamento della salma e chiusura cassa, addobbi, manifesti e affissioni).
Secondo tipo: economico da tumulazione (nei colombari, con cassa interna metallica in zinco di legno forte, più le altre cose sopra descritte maggiorato del 20%).
Terzo tipo: medio da tumulazione, (con cassa in larice maggiorata ancora di altro 20%).
Per quanto riguarda l'inumazione, è opportuno tenere presente i costi aggiuntivi della lapide, che ammontano a qualche migliaio di euro. Vengono eseguiti anche funerali differenti, previa richiesta di un preventivo.
Oggi il cimitero non viene più chiamato "camposanto" perché accoglie laici e non cristiani. Al "nuovo" di Piazza dei cipressi esiste da alcuni anni l'inceneritore comunale per la cremazione della salma. Su 600 defunti all'anno nel nostro Comune ne vengono cremati circa 150. I costi di questo servizio sono di 52 euro per i residenti e 389 per coloro che non abitano nella nostra città. Le ceneri vengono poste negli ossari a basso costo con diritto di 10 anni di concessione, poi passato questo periodo vengono traslate nel cinerario comune senza spese aggiuntive. Con l'attuale regolamento non è consentita la dispersione delle ceneri. Sta prendendo piede l'usanza della cremazione; la chiesa non è contraria a questa pratica, che è anche economica, igienica e richiede poco posto nel cimitero dove già c'è penuria di spazi liberi.
Sempre nel suddetto cimitero, esiste un ampio locale che assomiglia ad una chiesa: si tratta di un luogo di commiato, dove i defunti di ogni religione possono essere commemorati da parenti od amici.
I riti religiosi sono cattolici nel 99% dei casi.

Nel nostro paese, ce lo dice il signor Idelmo Veronese dell'Agenzia di Pompe funebri Sant'Ambrogio, la defunta con la maggiore "anzianità" che si ricordi a memoria d'uomo è stata una vecchina di 108 anni, spentasi alla casa di riposo "Martinelli".
Presto o tardi tutti noi siamo costretti a far fronte a questa triste incombenza. Possiamo anche spendere molti soldi per il nostro defunto, purché si sia ben consapevoli, in quel doloroso momento, di ciò che stiamo scegliendo, per non dover piangere poi per due motivi: per il caro estinto e per i tanti euro spesi quasi senza saperlo.

Paura

Non temere la furia del vento,
le onde del mare.
E’ inutile,
la mamma che t'ha preceduto
veglia sul tuo capo.

Quando alla fine della vita
la falce ti sferzerà il colpo fatale,
non temere,
ti prende il corpo
non il seme che hai gettato.

Amelio