Con
altri corsisti Ute ho fatto un’esperienza di volontariato
all’ANFFAS di Cinisello Balsamo, esperienza che ha arricchito
la mia persona.
In particolare mi tornano in mente due dei "ragazzi”
che strimpellavano la chitarra assieme a noi e che, grazie alla
preparazione dell’ANFFAS, l’anno successivo sono stati
inseriti col proprio posto di lavoro. Oltre a noi tre, che portavamo
allegria, si cantava, si ballava, ed a settimane alterne, si faceva
assieme anche musicoterapica con la guida di un volontario. Mi
risuona ancora in mente "l’aaamm…
aaamm…" fatto di concentrazione ad occhi chiusi,
accompagnato dal coordinamento del movimento.
Gli obiettori in servizio civile in quel periodo, erano organizzatissimi,
tutti molto responsabili, ognuno col suo compito seguito con disciplina
ferrea. Mi chiedo con la fine del servizio di leva, chi prenderà
il loro posto rimasto vuoto, se ognuno di noi si tira indietro?
I disabili non vanno evitati quando li incontriamo: basta un sorriso
sincero ed un saluto col cuore. Saranno figli di un Dio minore
ma, proprio perché "siamo
credenti", dovremmo sorridere al pensiero di "incontrarLo
negli occhi di ognuno di loro".
|
Esperienza
Con
un cuore aperto devi andare
e i ragazzi all’ANFFAS incontrare.
Con l’esperienza da me fatta,
gente “speciale” si contatta.
Il tuo sguardo vede oltre,
ciò che impari s’imprime forte.
Se ti trovi a parlare col “normale”
ti senti dire: “Non è da tutti,
sto male!”
Ma, se con occhi grandi d’amore,
sai guardare
e se per primo “presente” sei tu,
le differenze non noti più
E’ certo, coraggio ce ne vuol tanto
e non farsi prendere dall’istinto.
La prima cosa che devi fare è
non ignorare ciò che potresti diventare:
nella vita, “non si può mai sapere”.
Giovanna
|
|