Due
reperti proposti dal docente del corso di Filatelia e Storia
postale, Claudio Stoppa
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Quando
la Posta non arriva |
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| Un
aspetto interessante legato al mondo della comunicazione postale
riguarda gli ostacoli, le traversie e le varie vicissitudini che
il supporto cartaceo (inteso come busta per lettera, cartolina
postale o illustrata ecc.) ha dovuto affrontare durante il suo
viaggio dal "mittente
al destinatario". Naturalmente queste difficoltà
risultano più rilevanti in determinati momenti storici,
come le guerre.
Consideriamo ad esempio una lettera spedita durante il periodo
bellico dalla signora *** di Pavia (mittente retro), con affrancatura
da c. 50 Regno, serie Vittorio Emanuele III (1929) e con annullo
meccanico (Milano 22-1-43), diretta al Ten. medico ***, presso
la Posta Militare 108.
La numerazione nella Posta Militare era necessaria onde tener
celate le dislocazioni delle unità militari dei vari fronti.
La Posta Militare l08, al seguito dell'ARMIR (armata italiana
in Russia) dislocata nella regione di Izium, serviva il Corpo
d'Armata Alpino, ma, in seguito alla controffensiva russa, il
17 gennaio 1943 iniziò la tragica ritirata dal fronte del
Don con le sue funeste conseguenze: si salvarono solo 6.500 uomini
della divisione "Tridentina",
3200 della "Julia"
e 1300 della "Cuneense”.
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La lettera, come molte altre, non potè giungere al destinatario
e le poste, non potendo inoltrarla, la rispedirono al mittente,
due anni e sette mesi dopo.
Un altro esempio singolare, anche se meno drammatico, mostra le
difficoltà di comunicazione sempre del periodo bellico
in quanto non solo le maggiori città italiane, ma anche
strade, ponti e trasporti erano sottoposti a pesanti bombardamenti
aerei ad opera degli alleati; e quindi la posta viaggiava con
estrema difficoltà.
In questo caso si tratta di una semplice cartolina illustrata
espresso con la quale il signor ***, abitante a Bonemerse, in
provincia di Cremona, trovandosi a Milano e in procinto di partire
per un paesino del Veneto, cerca di comunicare la notizia ad un
suo congiunto. La cartolina è affrancata con due valori
di Regno, sovrastampati R.S.I. dal nuovo governo insediatosi in
Nord Italia. La missiva, giunta all'ufficio postale di Cremona
Centro, doveva poi essere affidata ad un addetto postale per il
recapito all'ufficio periferico di Bonemerse, distante circa dieci
chilometri, ma il trasferimento non potè essere effettuato
perché mancava un mezzo di trasporto. Sulla cartolina risulta
infatti manoscritto: "Non
recap. per mancanza di bicicletta", con firma autografa
del portalettere.
Ecco come una semplice cartolina diventa testimone di fatti storici
accaduti più di cinquant’anni fa! |
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