Considerazioni a margine del corso di storia postale e filatelia

La posta prima di internet

 

di Marino Bignami

 

Da quando le civiltà hanno creato governi centralizzati con regni od imperi di grandi dimensioni è stato inevitabile lo sviluppo di un sistema per la trasmissione di ordini e notizie dal centro alla periferia.
Si ha notizia che al tempo dei Romani erano stati creati dei veloci servizi regolari di staffetta per il governo del vasto impero

Si trattava essenzialmente di ordini militari o governativi perché il comune cittadino al più comunicava con i familiari impegnati nel servizio dello stato, (arruolati come soldati o funzionari) o con gli eventuali parenti al seguito, in quanto le sue relazioni civili si svolgevano tutte nelle immediate vicinanze della residenza. I ricchi commercianti avevano una rete di corrispondenti sulle rotte commerciali che non necessitavano di tale tempestività.
Questo stato di cose rimase pressoché stazionario per circa un millennio, anzi con la caduta di Roma vi fu un regresso perché il vasto impero si frazionò e l'orizzonte delle relazioni degli abitanti si restrinse. La trasmissione delle notizie era limitata ai governi, alle corporazioni commerciali, agli ordini religiosi, ai banchieri, alle università.

I servizi erano efficienti ma molto costosi: infatti a volte si mandavano dei messaggeri attraverso l'Europa per poche lettere. Per le comunicazioni all'interno del proprio dominio i nobili locali incaricavano gli araldi che al suono di trombe richiamavano la popolazione, affiggevano i "bandi" o leggevano ad alta voce le "grida" con cui il signore manifestava il suo volere ai sudditi perlopiù analfabeti.
Nel 1500 con il Rinascimento e lo sviluppo della cultura e del commercio si verificarono le condizioni per l'estendersi delle comunicazioni: legati, messi e messaggeri attraversarono l'Europa in lungo ed in largo. Successivamente sorsero delle organizzazioni che si occuparono di offrire questi servizi alle corporazioni diminuendone le spese.
Sono famosi in quel periodo i Tasso; famiglia di origini bergamasche (il paese era Cornello), che organizzarono così bene i servizi postali che ebbero l'incarico in esclusiva di gestire le "poste" (intese come tappe attrezzate di sosta dei percorsi utilizzati al trasporto di persone, cose e notizie) della Repubblica Veneta, poi della Stato della Chiesa ed infine quelle dei territori degli imperatori germanici in tutta Europa (i Tasso o Tassis col tempo divennero una dinastia nobile tedesca col nome di Von Taxis).

Pedone postale del xv secolo

Questi servizi regolari erano utilizzati per la spedizione di merci e notizie sotto forma di bandi, lettere, titoli di credito e valori. Per poter esercitare il servizio di "corriere" (da “corsa” per distinguerli dal messaggero privato che viaggiava a giornata facendo riposare la cavalcatura) queste organizzazioni dovevano possedere delle licenze, chiamate “patenti”, rilasciate dai governanti, i quali per concederle esigevano quasi sempre una parte dei guadagni ed il trasporto gratuito delle loro missive.

Francesco Tasso, iniziatore del servizio postale in Europa.

Il nome posta è derivato da queste antiche stazioni di sosta e cambio cavalli sulle strade di grande comunicazione, con stalle di ricovero per cavalcature, locande per vitto ed alloggio dei passeggeri e postiglioni. Era un nome all'epoca sinonimo di circolazione veloce sia dei passeggeri che delle notizie, era il luogo dove le staffette si scambiavano i carichi di lettere prima di ritornare alle loro basi. Era un continuo spostarsi da una "posta" all'altra per il flusso di corrispondenza che non si fermava mai. L'emblema di queste stazioni (documentato da dipinti dell'epoca) era un cavaliere al galoppo. E' evidente che l’estendersi del servizio postale fu facilitato dall’utilizzo della carta, meno ingombrante e costosa della pergamena, ed anche dallo sviluppo dell'artigianato, grazie al quale nel tempo erano sorte delle vere e proprie manifatture specializzate che esportavano le loro merci in tutto il continente.

Le necessità del commercio svilupparono il sistema bancario, quello dei trasporti e delle comunicazioni col risultato che molte persone ebbero la necessità di saper leggere e scrivere per comunicare a distanza.
Si erano così realizzate le condizioni necessarie per lo sviluppo della posta: la prima condizione è che molti sappiano leggere e scrivere, la seconda, che si abbiano relazioni con persone lontane o viaggianti, la terza che si disponga di un materiale comodo per scrivere e facilmente trasportabile, come la carta.

Servizio postale all’epoca di Napoleone I

Il sistema rimaneva comunque limitato ai principali centri cittadini dell'Europa continentale raggiunti dalle grandi strade di comunicazione: praticamente solo le grandi città erano ben servite essendo esse stesse tappe sugli assi stradali europei su cui viaggiavano le notizie e le merci. Gli abitanti delle zone agricole si arrangiavano approfittando di qualche viandante o di marinai che trasportavano le merci lungo le coste, i quali per qualche soldo alla partenza e una più cospicua ricompensa all'arrivo (spesso sotto forma di vitto e alloggio) portavano lo scritto a destinazione o nelle città munite di posta.
Il dover pagare al sovrano una "patente" e il considerare la posta come una merce su cui mettere tributi e gabelle lungo il percorso, fece gravare sulle lettere una tassazione pesante: infatti fino a tutto il 1700 il servizio postale rimase molto costoso ed a detta dei documenti dell'epoca a volte poco affidabile.
E' stata la Rivoluzione Francese che, abbattendo il vecchio regime, spazzò via anche il sistema organizzativo ormai superato delle poste. La riforma, completata da Napoleone sulla base del principio che il servizio era di tutti i cittadini e quindi doveva essere accessibile e poco costoso, gettò le basi del sistema moderno del traffico postale. I servizi furono regolamentati dallo stato che si arrogò anche il diritto di privativa della "posta lettere" cioè l'esclusiva della raccolta e del trasporto delle lettere. Tale servizio venne esteso anche ai piccoli centri chiamando i Comuni a partecipare alle spese.

Nacque in quel periodo la “raccomandazione” per il trasporto degli oggetti di valore. Dopo la caduta di Napoleone il sistema da lui creato rimase, ed anche in Italia si trasformarono le poste con criteri moderni.
In Piemonte il primo regolamento organico venne applicato nel 1818 con un decreto di Vittorio Emanuele I. La “posta cavalli” creò un regolare servizio pubblico di trasporto di persone e merci e fu data in concessione, la “posta lettere” impose le regole e l'esclusiva dello stato sulla raccolta e il trasporto delle missive. Da queste disposizioni, nelle quali era stato adottato il sistema organizzativo creato dalla Rivoluzione Francese, discende il regolamento postale in uso fino a pochi anni fa, quando fu soppressa la privativa postale.
In sostanza, venne istituito un ministero che sovrintendeva alle "poste", dettava le regole, ma si serviva di pochi impiegati per il controllo del servizio, delegato ai privati e pagato dagli utenti. . Alcuni addetti alle poste non avevano nemmeno uno stipendio ma solo una percentuale sull'incasso dell'ufficio di appartenenza.

Corriere postale nella campagna romana (inizi del XIX)

Il servizio però funzionava. Ne abbiamo un esempio seguendo il percorso di una lettera portata in soli tre giorni da Milano (Impero austriaco) a Lione (Regno di Francia) passando dal Regno del Piemonte con la "corriera" (carrozza trainata da tre cavalli se priva di passeggeri, o da cinque cavalli se con passeggeri, come è puntigliosamente specificato nei regolamenti). Il termine "corriera" è rimasto nel nostro lessico per indicare un servizio locale di trasporto. Partita la vigilia di Natale da Milano, la lettera seguì la "Strada delle Alpi" (voluta da Napoleone) giunse in Savoia dove fu presa in consegna e infine ritirata probabilmente dal destinatario all’arrivo. Nonostante la neve e il gelo delle montagne attraversate la lettera aveva mantenuto una velocità impossibile ancora oggi con i treni e i voli notturni!
In seguito l’avvento delle ferrovie sconvolse il mondo delle poste, delle staffette, dei postiglioni, delle carrozze da viaggio con cavalli.

La rivoluzione ferroviaria ridisegnò il sistema delle poste in senso moderno per i successivi centocinquant'anni. Durante questo periodo si completarono e modificarono i servizi per accelerare e migliorare il movimento della posta e la consegna delle lettere. Si può affermare che il lasso di tempo fra il 1870 e il 1950 fu l’età d'oro della posta italiana, la quale per celerità e sicurezza rimase imbattibile.
Si adottarono i seguenti servizi con nuovi regolamenti migliorativi:

Negli Stati Uniti il telegrafo sostitusce il glorioso
pony express

la distribuzione e la raccolta a domicilio o dalle cassette nel corso degli anni fu attivata anche nei più piccoli comuni, mentre in precedenza era il destinatario a doversi recare all'ufficio postale per la consegna o il ritiro;
i servizi a denaro furono usati per la raccolta del risparmio, specialmente le importantissime rimesse degli emigranti, o per pagamenti vari, con vaglia e cartoline speciali per le piccole somme.
Tra gli altri servizi furono istituiti:
-l'assicurata per il trasporto di valori sia da parte del sistema bancario che delle aziende e dei cittadini;
-il fermo posta, gratuito fino al 1913;
-l'uso del francobollo, per la razionalizzazione dei pagamenti (resi uniformi su tutto il territorio nazionale) e per evitare che il mittente dovesse recarsi alla posta per la formazione della tariffa da parte del personale postale. Con il francobollo bastava "gettarle in buca";
-l'Unione Postale Universale, per unificare i servizi in tutto il mondo e, sotto il principio della reciprocità, pagare alla partenza la tariffa estera come fosse un'unica organizzazione;
-gli ambulanti postali, per guadagnare tempo nello smistamento e la formazione dei dispacci postali (raggruppamento di lettere per una stessa località). Tale operazione si effettuò sui vagoni dei treni trasformati in veri uffici postali viaggianti: le lettere erano smistate alle stazioni incontrate e spedite per tutte le direzioni;
-l'espresso per una consegna "espressa": un fattorino del servizio telegrafico recapitava "espressamente" e immediatamente al destinatario la missiva;
-la posta pneumatica, servizio che utilizzava tubi per trasportare con l'aria compressa le lettere e i telegrammi da una parte all'altra delle città più importanti;
-la posta aerea per accelerare con dirigibili e aerei la consegna delle lettere nei paesi più lontani;
-infine, solo in tempi vicinissimi a noi, la posta prioritaria in sostituzione di posta aerea ed espresso.
Oggi chiunque, con il costo di una telefonata urbana, può grazie ad internet mandare notizie in tempo reale in tutto il mondo a migliaia di persone, standosene comodamente seduto in casa propria.
Se n’è fatta di strada! Basti pensare che nel XIV secolo, nonostante i mezzi straordinari a disposizione dell'imperatore della Cina, il messaggio, affidato al padre di Marco Polo e indirizzato al Papa, impiegò ben sette anni per giungere a destinazione, con naufragi e morti!
Non avrei mai pensato che dietro un francobollo e una lettera si nascondesse una storia così lunga e affascinante e di questo interesse per il mondo della comunicazione devo ringraziare l’amico Claudio Stoppa, docente del corso di Filatelia e storia postale, che mi ha trasmesso la sua passione e la sua voglia di andare alla ricerca di testimonianze che ci fanno scoprire da un’angolatura particolare avvenimenti e modi di vivere del passato.