D
- In che modo il cielo stellato è entrato nella vita degli
uomini?
R - La domanda ha un valore per le
civiltà del passato. I nostri antenati davano una grande
importanza all'osservazione del cielo ed avevano individuato astri,
o meglio, gruppi di stelle (costellazioni) mediante le quali erano
avvertiti del cambio stagionale. Il cielo, quindi, era di grande
aiuto per i loro ritmi agricoli e per i rituali religiosi. Oggi,
purtroppo, l'uomo non guarda più il cielo ed anzi i "moderni
riti pagani" lo hanno quasi cancellato con l’inquinamento
luminoso. Da tre anni esiste in Lombardia una legge su questo
problema, ma solo noi astrofili ci impegniamo a farla rispettare,
nel completo immobilismo delle autorità preposte.
D - Ancora molti credono nell’influenza degli astri.
C’è qualcosa di reale?
R - Niente di veritiero: l'ostetrico
che ci fa nascere ne esercita una assai superiore! In realtà,
l’unica influenza degli astri è quella gravitazionale.
E' la continua ricerca dell'irrazionale che spinge molti a credere
in oroscopi ed altre amenità. Rammento, poi, che per gli
astrologi le posizioni del sole (rispetto alle costellazioni)
sono quelle di tremila anni fa e che oggi la precessione degli
equinozi le ha cambiate: durante l'eclissi di sole si vede molto
bene questo mutamento così che la nostra stella, ad esempio
in luglio, è nei gemelli e non nel cancro. Inoltre le costellazioni
dello zodiaco sono 13 e non 12...
D - In che modo ancora la luna influenza le attività
agricole?
R - Anche al giorno d'oggi molte attività
agricole sono regolate dalle fasi lunari, come la vendemmia, l'imbottigliamento
del vino, il taglio della legna, ecc. La scienza ha mostrato più
volte che questa dipendenza è più consuetudinaria
che reale, però tale tradizione contadina, che non "fa’
male" (come gli oroscopi) fa parte della nostra eredità
culturale e va, in ogni caso, preservata.
D - Ci sono aspetti della vita umana che sono influenzati
dalla luna?
R - Rispondo come in precedenza: non
esiste alcuna influenza.
D - La nostra conoscenza della luna si è modificata
dopo lo sbarco?
R - In realtà, la luna era già
abbastanza conosciuta al momento dello sbarco dell'uomo. L'impresa
avvenne nell'ambito della sfida tra USA ed URSS, ma l'esplorazione
degli astronauti ha cambiato molto la nostra visione dello spazio
in generale. Per quanto riguarda la luna, le rocce riportate a
terra (alcune non presenti sul nostro pianeta) dimostrano che
il nostro satellite ha avuto una nascita indipendente e non è
stato originato da un impatto catastrofico della Terra con un
corpo esterno.
Rimangono, inoltre, le sensazioni degli astronauti, difficili
da trasferire a noi, ma di grande impatto ed emozione. Forse,
un giorno, metteremo il piede su altri astri...
D - A che punto è l’esplorazione dello spazio?
R - L'esplorazione dello spazio non
ha mai cessato di avanzare. Forse il fatto che sia compiuta da
sonde automatiche non ha aiutato la sua divulgazione da parte
dei mass media, ma tutte le nostre conoscenze sono dovute a queste
missioni. In particolare ricordo l’esplo-razione planetaria
con le due sonde americane intorno a Marte e la futura missione
europea, l'impresa della Galileo intorno a Giove ed i suoi satelliti,
che è appena terminata dopo sei anni di successi. Non dimentichiamo
anche la sonda della NASA, la Cassini, che nel 2004 arriverà
nell'orbita di Saturno e rilascerà un'altra sonda, questa
volta europea, la Huygens, con destinazione Titano, l'affascinante
luna del pianeta "inanellato".
Rammento, infine, i grandi occhi dei telescopi spaziali, sia ottici
come lo Hubble, sia nel campo dell'infrarosso, ultravioletto,
gamma e ics che stanno aiutando gli astronomi a comprendere lo
spazio più profondo e l'origine del nostro universo.
D - Quali probabilità ci sono che esista la vita
su altri pianeti e in altre galassie?
R - Domanda di grande fascino ma di
difficile risposta. Nel 1995 fu scoperto il primo pianeta extrasolare,
cioè orbitante una stella diversa dal nostro Sole. Ora
se ne conoscano cento, anche se questi sistemi sono differenti
dal nostro. La saggezza suggeritaci dalla storia, ci assicura
che non appena la nostra tecnologia lo permetterà, saranno
scoperti anche pianeti simili al nostro. Se questi si troveranno
nella cosiddetta "zona
di abitabilità" (una zona che permette di ricevere
dalla loro stella la giusta quantità di luce e calore),
probabilmente potrebbero anche aver sviluppato una biosfera e,
quindi, possedere la vita.
Una recente teoria prevede che la vita sia un fenomeno abbastanza
comune nell'universo, mentre un discorso diverso merita la presenza
di intelligenze. Sulla terra, infatti, l'uomo è comparso
dopo quattro miliardi di anni dalla formazione del pianeta. Tenendo
conto che la vita dovrebbe durare un altro miliardo di anni, prima
dell'aumento delle dimensioni del Sole che porterà alla
sterilizzazione di tutte le forme animali e vegetali, significa
che l'intelligenza compare verso i 4/5 della vita utile di un
pianeta. Questo limita la sua presenza nella nostra e nelle altre
galassie. Ciò non toglie che la sua possibilità
sia rilevante.
Personalmente, però, non credo agli UFO. |