Intervista al docente del corso di astronomia Cristiano Fumagalli

Alziamo lo sguardo al cielo stellato

 
a cura di Adele Ferrari  

Fin dalle più lontane origini gli uomini hanno contemplato il firmamento cercandovi le risposte ai tanti fenomeni incomprensibili in cui erano immersi. Molte di quelle antiche credenze sono arrivate fino a noi, ma lo studio e l’esplorazione dello spazio hanno svelato molti misteri e spazzato molte convinzioni radicate, anche se non hanno reso meno affascinante la conoscenza dell’universo. Del rapporto che gli uomini hanno avuto ed hanno con astri e pianeti e del livello raggiunto dagli studi in questo settore abbiamo parlato con il nostro docente dottor Cristiano Fumagalli.

V. Van Ghogh - Notte stellata

D - In che modo il cielo stellato è entrato nella vita degli uomini?
R - La domanda ha un valore per le civiltà del passato. I nostri antenati davano una grande importanza all'osservazione del cielo ed avevano individuato astri, o meglio, gruppi di stelle (costellazioni) mediante le quali erano avvertiti del cambio stagionale. Il cielo, quindi, era di grande aiuto per i loro ritmi agricoli e per i rituali religiosi. Oggi, purtroppo, l'uomo non guarda più il cielo ed anzi i "moderni riti pagani" lo hanno quasi cancellato con l’inquinamento luminoso. Da tre anni esiste in Lombardia una legge su questo problema, ma solo noi astrofili ci impegniamo a farla rispettare, nel completo immobilismo delle autorità preposte.
D - Ancora molti credono nell’influenza degli astri. C’è qualcosa di reale?
R - Niente di veritiero: l'ostetrico che ci fa nascere ne esercita una assai superiore! In realtà, l’unica influenza degli astri è quella gravitazionale.
E' la continua ricerca dell'irrazionale che spinge molti a credere in oroscopi ed altre amenità. Rammento, poi, che per gli astrologi le posizioni del sole (rispetto alle costellazioni) sono quelle di tremila anni fa e che oggi la precessione degli equinozi le ha cambiate: durante l'eclissi di sole si vede molto bene questo mutamento così che la nostra stella, ad esempio in luglio, è nei gemelli e non nel cancro. Inoltre le costellazioni dello zodiaco sono 13 e non 12...
D - In che modo ancora la luna influenza le attività agricole?
R - Anche al giorno d'oggi molte attività agricole sono regolate dalle fasi lunari, come la vendemmia, l'imbottigliamento del vino, il taglio della legna, ecc. La scienza ha mostrato più volte che questa dipendenza è più consuetudinaria che reale, però tale tradizione contadina, che non "fa’ male" (come gli oroscopi) fa parte della nostra eredità culturale e va, in ogni caso, preservata.
D - Ci sono aspetti della vita umana che sono influenzati dalla luna?
R - Rispondo come in precedenza: non esiste alcuna influenza.
D - La nostra conoscenza della luna si è modificata dopo lo sbarco?
R - In realtà, la luna era già abbastanza conosciuta al momento dello sbarco dell'uomo. L'impresa avvenne nell'ambito della sfida tra USA ed URSS, ma l'esplorazione degli astronauti ha cambiato molto la nostra visione dello spazio in generale. Per quanto riguarda la luna, le rocce riportate a terra (alcune non presenti sul nostro pianeta) dimostrano che il nostro satellite ha avuto una nascita indipendente e non è stato originato da un impatto catastrofico della Terra con un corpo esterno.
Rimangono, inoltre, le sensazioni degli astronauti, difficili da trasferire a noi, ma di grande impatto ed emozione. Forse, un giorno, metteremo il piede su altri astri...
D - A che punto è l’esplorazione dello spazio?
R - L'esplorazione dello spazio non ha mai cessato di avanzare. Forse il fatto che sia compiuta da sonde automatiche non ha aiutato la sua divulgazione da parte dei mass media, ma tutte le nostre conoscenze sono dovute a queste missioni. In particolare ricordo l’esplo-razione planetaria con le due sonde americane intorno a Marte e la futura missione europea, l'impresa della Galileo intorno a Giove ed i suoi satelliti, che è appena terminata dopo sei anni di successi. Non dimentichiamo anche la sonda della NASA, la Cassini, che nel 2004 arriverà nell'orbita di Saturno e rilascerà un'altra sonda, questa volta europea, la Huygens, con destinazione Titano, l'affascinante luna del pianeta "inanellato".
Rammento, infine, i grandi occhi dei telescopi spaziali, sia ottici come lo Hubble, sia nel campo dell'infrarosso, ultravioletto, gamma e ics che stanno aiutando gli astronomi a comprendere lo spazio più profondo e l'origine del nostro universo.
D - Quali probabilità ci sono che esista la vita su altri pianeti e in altre galassie?
R - Domanda di grande fascino ma di difficile risposta. Nel 1995 fu scoperto il primo pianeta extrasolare, cioè orbitante una stella diversa dal nostro Sole. Ora se ne conoscano cento, anche se questi sistemi sono differenti dal nostro. La saggezza suggeritaci dalla storia, ci assicura che non appena la nostra tecnologia lo permetterà, saranno scoperti anche pianeti simili al nostro. Se questi si troveranno nella cosiddetta "zona di abitabilità" (una zona che permette di ricevere dalla loro stella la giusta quantità di luce e calore), probabilmente potrebbero anche aver sviluppato una biosfera e, quindi, possedere la vita.
Una recente teoria prevede che la vita sia un fenomeno abbastanza comune nell'universo, mentre un discorso diverso merita la presenza di intelligenze. Sulla terra, infatti, l'uomo è comparso dopo quattro miliardi di anni dalla formazione del pianeta. Tenendo conto che la vita dovrebbe durare un altro miliardo di anni, prima dell'aumento delle dimensioni del Sole che porterà alla sterilizzazione di tutte le forme animali e vegetali, significa che l'intelligenza compare verso i 4/5 della vita utile di un pianeta. Questo limita la sua presenza nella nostra e nelle altre galassie. Ciò non toglie che la sua possibilità sia rilevante.
Personalmente, però, non credo agli UFO.