TERZA ETA'

Amare la pittura
di Beppe Biolcati

Tra le molte vocazioni della giovinezza, la pittura è stata quella che mi ha attratto più fortemente. Fin da bambino disegnare era la mia passione ed a scuola avevo mostrato buone capacità, ma non avrei mai pensato di arrivare a dipingere su tela, anche perché‚ nessuno mi aveva mai incoraggiato.
Crescendo il lavoro mi ha assorbito, ma ho mantenuto questa vocazione e ogni tanto mi sono dilettato a dipingere qualcosa, di carattere un po’ naif.
Giunto in età avanzata un mio conoscente mi ha invitato con un certa insistenza ad iscrivermi con lui ad una scuola d'arte, che teneva corsi serali.
Pensando che oltre ad acquisire delle capacità questo mio interesse sarebbe stato molto utile per passare il tempo da pensionato, ho accettato. Io ho continuato a frequentare la scuola per cinque anni, mentre l’amico, insoddisfatto dei suoi risultati, l’ha abbandonata dopo pochi rnesi.
Le lezioni avevano luogo tre sere la settimana e consistevano in primo luogo nello studio dei grandi pittori. Abbiamo iniziato copiando soprattutto le nature morte di Morandi o di altri contemporanei. Fatta un po’ di pratica, si è passati a dipingere nudi di modelle che posavano per noi e successivamente a modellare con la creta.
Alla domenica, spesso si andava fuori porta col cavalletto a fare estemporanee, oppure ci recavamo in varie città, estero compreso, a visitare mostre e musei.
Io con alcuni della scuola mi ero poi iscritto a due corsi organizzati presso la villa reale di Monda, uno di specializzazione sull’uso dei colori, l’altro di scultura su legno.
Finita la scuola, io ed alcuni compagni abbiamo affittato due vasti locali a Sesto San Giovanni adibendoli a studio laboratorio e attrezzandoli adeguatamente, compreso un forno per la cottura delle ceramiche.
Ci eravamo avviati bene, ma a causa del poco tempo disponibile, in quanto eravamo tutti impegnati in altri lavori, non riuscivamo ad allestire mostre di un certo interesse, e così buona parte delle opere realizzate rimanevano invendute e i limitati introiti non erano sufficienti a coprire le spese di gestione. Infine, per non lavorare in perdita, con non poca sofferenza siamo stati costretti a chiudere bottega.
La passione per la pittura però mi è rimasta e spesso mi diletto a fare ancora qualcosa in un piccolo studiolo ricavato dal solaio, ma con meno entusiasmo di un tempo.
Più soddisfazione provo nel visitare mostre di un certo interesse. Infine, da pensionato, trascorro la maggior parte del tempo libero all’Ute, assistendo anche a qualche lezione di Storia dell’arte.
Tutto sommato non è poi così male.


E.Manet - Monet che dipinge nel suo bateau-atelier

L’immagine

L’immagine ti si imprime nello sguardo,
gli occhi profondi scrutano la sua anima.
Più fissi il vuoto, più leggi i minimi particolari
e registri nel tuo cervello
la bellezza impalpabile del suo volto.
Al calar delle palpebre,
come spugna su lavagna,
cancelli ciò che svanisce.

Giovanna

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