In
quasi tutte le vetrine dei negozi di piazza Gramsci è esposto
un cartello che dice pressappoco così: "No ad una
piazza piatta!…No ad una piazza piena di cemento!…".
Avevo già sentito parlare di un nuovo progetto urbanistico
per il centro di Cinisello, ma senza sapere con precisione di
che cosa si trattasse, perciò mi ha molto incuriosita la
reazione negativa dei commercianti ed ho voluto conoscere i motivi
di questa loro alzata di scudi.
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Sono
entrata in qualche negozio e spesso ho visto la proposta di una
petizione con la quale si chiede di annullare il progetto “Perrault”
(Perrault è l'architetto francese che ha presentato il
disegno della nuova piazza Gramsci). Ho domandato perché
fossero così contrari e le risposte sono state unanimi.
“Tolgono il parcheggio”... “Noi perderemo molti
clienti…Tolgono il verde… Lo spazio senza alberi in
estate ci procurerà una grande calura…”
Tutti i negozianti hanno mostrato molte perplessità per
questo progetto francese e come prova del loro dissenso hanno
costituito un comitato per una "piazza migliore", nella
cui presentazione si leggono queste testuali parole: “Non
vogliamo che la piazza attuale venga demolita e sostituita con
una nuova in cui il cemento farà da padrone”. Dallo
stesso Comitato viene la proposta per la raccolta di firme.
Devo confessare che all'inizio queste mi sono sembrate buone ragioni:
anch'io odio il cemento, anch'io amo quelle belle piante che ho
visto crescere in piazza Gramsci mentre si sviluppava e migliorava
la nostra città. Però, per non lasciarmi influenzare
da una sola campana, ho voluto saperne di più su questo
controverso argomento; mi sono documentata ed ora penso di avere
le idee più chiare.
Innanzitutto bisogna tener conto del fatto che la risistemazione
della piazza non è una realizzazione a sé stante,
ma fa parte di "un ampio progetto di riqualificazione del
centro di Cinisello". Quindi la città avrà
un cambiamento più complessivo, che riguarderà un
insieme di opere, alcune delle quali già in corso di realizzazione,
che copriranno uno spazio di 12000 mq. Questi lavori riguardano
la ristrutturazione di una vecchia ala di villa Ghirlanda e della
ex scuola Cadorna, con la costruzione di centri di interesse socioculturale,
come la nuova biblioteca, la sala per le conferenze, il museo
della fotografia e il centro multimediale.
Altre opere di notevole importanza (che dovrebbe tranquillizzare
i commercianti) saranno la nuova sistemazione di parcheggi, che
serviranno il centro sia in "multipiano che in sotterraneo"
e la realizzazione della metrotranvia.
Quindi io penso che noi dobbiamo vedere la nuova piazza Gramsci
come il cuore di questo rinnovamento che si propone di trasformare
la nostra Cinisello da realtà periferica "in uno dei
poli culturali della metropoli milanese".
Lo spazio della piazza sarà allargato fino a comprendere
la via Frova e la via Martiti di Fossili e Martiri di Belfiore.
Perciò verrà creata una grande area tutta da vivere,
un punto di incontro per i cittadini, un luogo dove poter sostare
fuori dal caotico traffico delle automobili. La chiesa di S: Ambrogio
sarà messa in evidenza perché apparirà sopraelevata
rispetto al resto della zona pedonale e così sarà
per la parte verde che chiameremo il “boschetto”,
ricco di piante di alto fusto e di panchine per il riposo dei
più anziani. Anche la pavimentazione sarà rifatta
in un materiale già sperimentato, che trattiene senza diffonderlo
il calore solare. L’illuminazione è prevista in modo
da mettere in risalto la facciata della chiesa che rimane la costruzione
più antica della zona.
Nel complesso dunque il progetto ”Perrault”, tanto
criticato, mi è sembrato accettabile e rispondente alle
esigenze di una città che cerca di liberarsi delle automobili
per offrire spazi di incontro ai cittadini.
Capisco comunque che questi cambiamenti possano non piacere, non
solo per i disagi che comportano, ma perchè riguardano
luoghi simbolici, in cui per decenni la nostra memoria ha collocato
fatti e persone. La nostalgia per le vecchie cose però
ci tiene legati al passato, che è senza dubbio importante
per dare continuità al nostro vissuto, ma che non ci deve
bloccare ed impedire di guardare avanti, a quel nuovo che ci permette
di rinnovarci.
Certo noi anziani facciamo più fatica ad accettarlo, eppure
è importante che ci sforziamo se non vogliamo tirarci completamente
da parte. Questo naturalmente non significa accettare in modo
acritico ogni mutamento, ma semplicemente esaminarlo senza pregiudizi
e preclusioni. Del resto per tornare al tema della nuova piazza
è forse utile ricordare che, quando qualche decennio fa
fu proposta e realizzata l’attuale sistemazione a cui ora
ci sentiamo legati, vi fu anche allora un ampio movimento di opposizione,
le cui ragioni erano abbastanza simili a quelle odierne.
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