Il dibattito sulla nuova piazza Gramsci

di Luisa Sangiorgi  

In quasi tutte le vetrine dei negozi di piazza Gramsci è esposto un cartello che dice pressappoco così: "No ad una piazza piatta!…No ad una piazza piena di cemento!…".
Avevo già sentito parlare di un nuovo progetto urbanistico per il centro di Cinisello, ma senza sapere con precisione di che cosa si trattasse, perciò mi ha molto incuriosita la reazione negativa dei commercianti ed ho voluto conoscere i motivi di questa loro alzata di scudi.

Vista della piazza da via Garibaldi

Sono entrata in qualche negozio e spesso ho visto la proposta di una petizione con la quale si chiede di annullare il progetto “Perrault” (Perrault è l'architetto francese che ha presentato il disegno della nuova piazza Gramsci). Ho domandato perché fossero così contrari e le risposte sono state unanimi. “Tolgono il parcheggio”... “Noi perderemo molti clienti…Tolgono il verde… Lo spazio senza alberi in estate ci procurerà una grande calura…”
Tutti i negozianti hanno mostrato molte perplessità per questo progetto francese e come prova del loro dissenso hanno costituito un comitato per una "piazza migliore", nella cui presentazione si leggono queste testuali parole: “Non vogliamo che la piazza attuale venga demolita e sostituita con una nuova in cui il cemento farà da padrone”. Dallo stesso Comitato viene la proposta per la raccolta di firme.
Devo confessare che all'inizio queste mi sono sembrate buone ragioni: anch'io odio il cemento, anch'io amo quelle belle piante che ho visto crescere in piazza Gramsci mentre si sviluppava e migliorava la nostra città. Però, per non lasciarmi influenzare da una sola campana, ho voluto saperne di più su questo controverso argomento; mi sono documentata ed ora penso di avere le idee più chiare.
Innanzitutto bisogna tener conto del fatto che la risistemazione della piazza non è una realizzazione a sé stante, ma fa parte di "un ampio progetto di riqualificazione del centro di Cinisello". Quindi la città avrà un cambiamento più complessivo, che riguarderà un insieme di opere, alcune delle quali già in corso di realizzazione, che copriranno uno spazio di 12000 mq. Questi lavori riguardano la ristrutturazione di una vecchia ala di villa Ghirlanda e della ex scuola Cadorna, con la costruzione di centri di interesse socioculturale, come la nuova biblioteca, la sala per le conferenze, il museo della fotografia e il centro multimediale.
Altre opere di notevole importanza (che dovrebbe tranquillizzare i commercianti) saranno la nuova sistemazione di parcheggi, che serviranno il centro sia in "multipiano che in sotterraneo" e la realizzazione della metrotranvia.
Quindi io penso che noi dobbiamo vedere la nuova piazza Gramsci come il cuore di questo rinnovamento che si propone di trasformare la nostra Cinisello da realtà periferica "in uno dei poli culturali della metropoli milanese".
Lo spazio della piazza sarà allargato fino a comprendere la via Frova e la via Martiti di Fossili e Martiri di Belfiore. Perciò verrà creata una grande area tutta da vivere, un punto di incontro per i cittadini, un luogo dove poter sostare fuori dal caotico traffico delle automobili. La chiesa di S: Ambrogio sarà messa in evidenza perché apparirà sopraelevata rispetto al resto della zona pedonale e così sarà per la parte verde che chiameremo il “boschetto”, ricco di piante di alto fusto e di panchine per il riposo dei più anziani. Anche la pavimentazione sarà rifatta in un materiale già sperimentato, che trattiene senza diffonderlo il calore solare. L’illuminazione è prevista in modo da mettere in risalto la facciata della chiesa che rimane la costruzione più antica della zona.
Nel complesso dunque il progetto ”Perrault”, tanto criticato, mi è sembrato accettabile e rispondente alle esigenze di una città che cerca di liberarsi delle automobili per offrire spazi di incontro ai cittadini.
Capisco comunque che questi cambiamenti possano non piacere, non solo per i disagi che comportano, ma perchè riguardano luoghi simbolici, in cui per decenni la nostra memoria ha collocato fatti e persone. La nostalgia per le vecchie cose però ci tiene legati al passato, che è senza dubbio importante per dare continuità al nostro vissuto, ma che non ci deve bloccare ed impedire di guardare avanti, a quel nuovo che ci permette di rinnovarci.
Certo noi anziani facciamo più fatica ad accettarlo, eppure è importante che ci sforziamo se non vogliamo tirarci completamente da parte. Questo naturalmente non significa accettare in modo acritico ogni mutamento, ma semplicemente esaminarlo senza pregiudizi e preclusioni. Del resto per tornare al tema della nuova piazza è forse utile ricordare che, quando qualche decennio fa fu proposta e realizzata l’attuale sistemazione a cui ora ci sentiamo legati, vi fu anche allora un ampio movimento di opposizione, le cui ragioni erano abbastanza simili a quelle odierne.