L'uomo venuto dal ghiaccio

di Adelaide Cerri  

E' lì, davanti a me Otzi, l'uomo venuto dal ghiaccio.
Sistemato in una confortevole nicchia
l'uomo-mummia ha 5300 anni, secondo la datazione che gli è stata attribuita.
E' lì sdraiato per farsi conoscere in tutta la sua interezza. Si presenta con tanta pudicizia da sollevare il braccio all'altezza del viso, vergognoso del mio troppo ardire nell'osservarlo.
E' un uomo sui quarant'anni, semplice, prudente e parsimonioso. Che egli sia così lo si comprende immediatamente dalle cose che porta con sé durante il suo peregrinare tra le aspre montagne dell'Alto Adige.
Il suo abbigliamento è caldo e morbido. Ha mutande e calzoni allacciati alla vita con fettucce. La giacca è di una bella pelliccia lunga fino al polpaccio; bella perché è costituita da strisce orizzontali di 20 cm. di varie specie di animali, che producono un effetto policromo che potrei definire elegante. Il berretto pure di morbida pelliccia viene legato due volte sotto il mento con tendini di animali. Le scarpe, ovviamente in pelle, hanno all'interno sottopiedi in paglia e pure in paglia è il mantello impermeabile, secondo un modello di lavorazione proveniente dal Mediterraneo. Nel Mediterraneo a quel modo si costruivano anche le barche: i giunchi essiccati venivano legati a mazzetti che a loro volta venivano assemblati in quadrati. Il mantello di Otzi termina con una folta frangia, prodotta dalla cima dei giunchi essiccati.
Porta con sé, alla cinta, una borsa marsupiale, sempre in pelle, con all’interno tutto il suo avere. Essa contiene: midollo bianco di albero, che serve per le ferite e ferma il sangue, una decina di piccoli frammenti di funghi secchi, utili per far appiccare bene il fuoco in quelle zone umide, un anellino di bianco marmo che raccoglie, intrecciati tra loro, quindici fili di tendine di animale, per aggiustare gli strappi al vestiario.

Ricostruzione dell'abbigliamento di Otzi, o "uomo di Similaun"

Vicino c'è l'ascia tradizionale con lama in rame. L'arnese gli consente di fare molti lavori ed è tanto preziosa che la sua religione ne fa oggetto di culto. E' risaputo infatti che queste lame in rame vengono donate agli dei in luoghi sacrali.
Ha con sé una sacca abbastanza lunga che contiene arco e frecce. La sacca per essere tesa sulla spalla porta in senso longitudinale, cucito all'esterno, un bastoncino, spezzato in due punti. I due pezzetti sono ben conservati nella sacca stessa. Nel suo corredo ha pure due secchielli cilindrici fatti di corteccia di betulla, della stessa circonferenza. Uno, il più alto, serve per conservare la brace, l'altro per bollire il cibo.
Quest'uomo è semplice: crede nell'occulto tanto da farsi tatuare in più parti del corpo per debellare il dolore in corrispondenza delle caviglie, delle ginocchia, delle anche e dei polsi.
Quest'uomo è prudente: tiene con sé quanto può servire per sopravvivere, dal piccolo pezzo di polpa bianca per curare le ferite all'anellino di marmo bianco che è anche un amuleto.
Quest'uomo è parsimonioso: conserva i pezzi rotti per riaggiustarli in un momento di pausa.
Io avrò sempre nella memoria quest'uomo venuto dal ghiaccio, perché Otzi ha percorso con tenacia l'arco stupendo della vita su questo pianeta e oggigiorno con il suo ritrovamento ha voluto regalarci le sue tre pietre filosofali: semplicità, prudenza e parsimonia.
Otzi mi ha fatto fare un percorso in verticale ribattezzando il mio comportamento. Di questo ringrazio la mia docente che mi ha fornito lo spunto per ripercorrere quella significativa esperienza.