Tra gli elefanti del Kilimangiaro

di Vincenzo Mastrosimone  

Una coppia di amici, che amano l'avventura e sentono il richiamo della natura, trascorre spesso le vacanze in luoghi esotici, alla ricerca di emozioni forti. Camminano e si arrampicano in zone impervie, impossibili da raggiungere diversamente. Per poter affrontare queste fatiche ovviamente godono di una buona forma fisica che assicura loro energia e resistenza.
Recentemente, dopo aver sostato in Kenya che già conoscono, ma necessaria base di partenza, hanno raggiunto il Kilimangiaro, lungo il confine con la Tanzania. E’ un monte quasi leggendario, che ha fatto da sfondo a tanti avvincenti racconti d'azione e di avventura, che ti trasportano in ambienti, in cui l'uomo vive ancora immerso nella natura.

Il Kilimangiaro è il più alto monte dell'Africa, con i suoi ghiacciai e nevai perenni, e fa parte di un territorio in cui sono presenti molti vulcani spenti da secoli, che offrono un paesaggio suggestivo per il visitatore che li può sorvolare a bordo di piccoli aerei, messi a disposizione dalle agenzie turistiche locali, le quali offrono, a chi ha un portafoglio ben fornito, alternative di ogni tipo, dai divertimenti ad avventure che sappiano procurare sensazioni intense.
Dopo la visita in vetta, meta principale del viaggio, i due amici hanno rivolto l'attenzione alle falde del monte, per ammirare paesaggi di straordinaria bellezza ed avvicinare animali feroci di ogni specie: elefanti (la colonia di pachidermi all'interno del parco è una delle maggiori dell'Africa), leoni, giraffe e rinoceronti.
Il loro interesse è stato soprattutto concentrato sugli elefanti i quali riescono a comunicare tra loro, con segnali per noi impercettibili, fino a dieci chilometri di distanza. Nella ricerca dell'acqua per dissetarsi, lavarsi e rinfrescarsi, dopo lunghe astinenze causate dai periodi di siccità, coprono distanze pari a diversi giorni di cammino, sotto la guida infallibile del più anziano del gruppo, il quale senza sbagliare, la trova sempre, arrivando anche ad alta quota dove si sciolgono le nevi perenni.
Una loro caratteristica che ce li fa sentire quasi umani è il loro comportamento quando muore uno del gruppo: gli si fermano intorno per alcuni giorni, come volessero assisterlo o ridestarlo. Commovente.
Purtroppo la morte di questi giganti, non è sempre naturale: molti sono uccisi da uomini senza scrupoli, avidi e spietati nella caccia, pronti ad abbatterli perché spinti dalla bramosia di ricchezza offerta dal pregiato avorio. Gli animali più grandi, che hanno le zanne migliori, sono quelli più a rischio, perché le loro sono le più costose, molto ricercate sul mercato e non manca inoltre qualche amatore che le acquista per mostrarle come trofeo di un suo immaginario safari.
Stiamo così assistendo ad una progressiva riduzione di questa specie e, se non si prenderanno seri provvedimenti per bloccare il fenomeno, questi meravigliosi pachidermi rischiano l’estinzione.
I versanti del Kilimangiaro, specie quello meridionale, di cui Moshi è il centro più popolato, sono coltivati a caffè, cereali e banane fino ad una certa altitudine, e sono irrigati prevalentemente con l'acqua fusa dei ghiacciai. Tali prodotti rappresentano le principali risorse per quei luoghi, accanto al turismo molto diffuso negli ultimi anni.
Naturalmente, l'entusiasmo con cui i nostri amici ci hanno fatto un dettagliato racconto del loro viaggio è stato contagioso. Le loro descrizioni ci hanno fatto nascere la tentazione di soddisfare la curiosità che hanno risvegliato in noi, vivendo un’esperienza così avvincente, in particolare perché hanno concluso la loro narrazione affermando che lo spettacolo dei grandi animali in libertà è uno dei più suggestivi ai quali si possa assistere.