Scaramucce commerciali

di Giacinta Gironi

E’ arrivata alla conclusione la battaglia sul vero cioccolato: dalla Corte di giustizia l’Italia e la Spagna sono state bacchettate per aver vietato la vendita con denominazione “cioccolato” di prodotti preparati con sostanze grasse vegetali diverse dal burro di cacao.
La guerra era iniziata tre anni fa quando il Parlamento europeo aveva dato via libera all’utilizzo, nella misura del 5%, di sostanze vegetali diverse dal burro cacao. La principale motivazione per il loro utilizzo è che i prezzi di questi grassi sono molto più bassi, perché provengono da paesi del terzo mondo (nel nostro paese essi erano definiti “surrogati di cioccolato”). Purtroppo la sentenza è inappellabile anche se a suo tempo le associazioni dei consumatori, il Ministero dell’Agricoltura, Lega ambiente, hanno bollato la decisione della Corte Europea come iniziativa che va contro la qualità e la corretta informazione dei consumatori e proponevano di ottenere per i prodotti confezionati solo con burro di cacao il marchio di “specialità tradizionale” che avrebbe consentito di scegliere con più chiarezza tra la cioccolata preparata con altri grassi a quella “doc”.
Quella del cioccolato è solo l’ultima delle battaglie per difendere la qualità dalle imitazioni di decine di prodotti tipici nazionali.
I tentativi di contraffazione sono moltissimi, eccone alcuni: il parmesan, il cambozola (il gorgonzola fatto in Germania), il provolone del Wisconsin, il Chianti classico imbottigliato nelle cantine argentine, la robiola canadese, la grappa sudafricana, senza dimenticare il marsala e il lambrusco prodotti in Australia.
Speriamo che tutto questo in futuro non cancelli dalle nostre tavole profumi e sapori antichi, imponendoci cibi senz’anima e tutti uguali.

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