Lezioni di sicurezza per gli anziani di Giovanna Vindigni

Penso che nella vita quotidiana ognuno dovrebbe essere per se stesso come un piccolo poliziotto, che non si fa vincere dalla paura e non si abbandona a bravate. Noi anziani abbiamo qualche problema in più: ci muoviamo più lentamente, vediamo meno bene, ci lasciamo più facilmente intimidire e perciò possiamo diventare facile preda di malintenzionati che ci confondono con le loro chiacchiere.
Perciò mi sembra molto appropriata la serie di incontri organizzata dall’Amministrazione comunale in collaborazione con la Polizia di stato sul tema della sicurezza per le persone anziane. Ho partecipato a una di queste riunioni durante la quale ci hanno spiegato come agiscono questi delinquenti e come dobbiamo comportarci.
Innanzitutto, come si presentano?
Quando siamo a casa possono suonare individui che non sono né mendicanti, né persone malvestite, al contrario sono curati nell’aspetto, gentili ed educati, perché cercano di raggirare con l’inganno. Alcuni dichiarano di essere dipendenti statali o comunali, di Inps, Enel, AEM, Telefono e così via; altri ancora più fantasiosi si presentano vestiti da preti, medici, o in divisa. In questi casi bisogna ricordare che le società di servizi non riscuotono denaro a domicilio e che comunicano sempre per iscritto eventuali controlli. Prima di aprire bisogna dunque accertarsi presso le corrispondenti società o gli uffici competenti o chiedere al custode o chiamare il 113. Poi ci sono quelli che propongono affari facili, venditori ambulanti di ogni tipo, finti assicuratori che fanno firmare per finte pensioni e così via. Spesso sono in coppia, perché uno distrae e l’altro agisce. Soprattutto non bisogna fare entrare nessuno quando non c’è portineria e si è soli in casa, ancheperché spesso questi truffatori sono informati sulla nostra situazione e sulle nostre abitudini. Perciò è anche utile quando si esce lasciare qualche luce accesa, non custodire i preziosi in luoghi prevedibili, non tenere troppo denaro, non lasciare le proprie chiavi a chiunque.
All’esterno bisogna stare molto all’erta: non portare troppi contanti quando si è soli, non la-sciarsi avvicinare all’uscita del supermercato, della posta o degli sportelli Bancomat: si accostano con qualunque scusa, offrendo aiuto o fingendo un malore, basta un momento di distrazione e il complice ne approfitta.
Bisogna tenere sempre d’occhio la borsetta e fare molta attenzione ai luoghi affollati. Sui mezzi pubblici qualcuno approfitta con degli spintoni, altri fingono di leggere il giornale o di osservare una cartina e intanto sfilano il portafoglio. Quando ci si accorge della presenza di un malvivente bisogna gridare, chiamare aiuto, avvertire il 113, ma non affrontarlo da soli o mostrare paura.
Quindi attenzione agli sconosciuti, ma maggiore fiducia nei propri familiari, nei vicini, nel negoziante sotto casa, nelle forze dell’ordine: non informare delle proprie abitudini gli estranei, ma parlare di più con i figli, passarsi la voce tra condomini, in caso di furto o truffa avvertire subito polizia o carabinieri.
Mia madre diceva: “Pensa il male e non adoperarlo”. Credo che sia un buon consiglio: maggiore attenzione e un po’ di diffidenza possono evitarci sgradevoli sorprese.

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