SERVIZI E SOLIDARIETA'

Pianeta anziani
di Giovanni Sassu

A sessantasei anni, occupata nelle tante attività che impegnano le mie giornate, mi guardo intorno e mi interrogo sul mio futuro con una vena di speranza e di timore insieme.
Lo sapevate che gli anziani sopra i sessantacinque anni sono oltre 10 milioni in Italia?
Da parte mia confesso che non mi aspettavo di poter godere tanto questo periodo della mia vita tra “ritorno a scuola”, volontariato, tempo per l’amicizia e per gli hobby finora accantonati per mancanza di tempo.
Non è stato così per le generazioni che ci hanno preceduto, i nostri stessi genitori e altri come loro si sono dovuti accontentare di molto meno, anche se sono riusciti ugualmente a trasmetterci un senso di serena dignità e di solidarietà umana.
Noi anziani di oggi ci sentiamo protagonisti e non solo spettatori della “rivoluzione” in corso, la rivoluzione della terza età, grazie alla vita che si allunga e alla sempre maggiore possibilità di prevenire e curare la malattia per conservare la nostra salute. Questo ci permette di “invecchiare bene” e ci aiuta, con un po’ di buona volontà, ad essere delle persone capaci di spandere serenità intorno.
Di contro penso alla realtà quotidiana di molti anziani con problemi di solitudine, sofferenti di forme depressive o di malattie invalidanti. Come appartenente al gruppo dei volontari della “Linea d’Argento” conosco persone che dedicano parte del loro tempo all’attività di aiuto ad alcuni di questi anziani traendone motivo di contentezza anche per se stessi. Mi chiedo: “Che sia questo il modo di apprendere l’arte di invecchiare”?
Gradirei sentire altri pareri in proposito dai nostri compagni dell’Ute e lettori del Giornalino.