SERVIZI E SOLIDARIETA'

UNA FELICE ADOZIONE
di Vincenzo Mastrosimone

Benvenuta in Italia piccola Neli! E’ l’augurio dei genitori adottivi, dei loro amici e di tutti coloro ai quali dai la gioia di tenerti tra le braccia, risvegliando sentimenti reconditi con il tuo atteggiamento pieno di vivacità e grazia che ispira tenerezza.
Sei arrivata dalla Bulgaria un anno e mezzo fa, dove per altrettanto tempo hai vissuto in un luogo estraneo, privo di affetti ed incompatibile con la serenità infantile, l'orfanotrofio, nel quale purtroppo arrivano tanti bambini abbandonati dai genitori per molte ragioni, talvolta inconcepibili. Non sapevi che intanto erano state avviate le pratiche di adozione da parte di Massimo e Sonia, due giovani sposi desiderosi di avere una figlia da crescere, educare e a cui donare tanto amore.
Sei bellissima con i tuoi occhioni e capelli neri. Grazie alla tua intelligenza, hai fatto presto molti progressi: parli bene la nostra lingua, ormai anche tua, e, pur non frequentando l'asilo presso cui socializzare, ignori la noia, essendo piena di brio e vitalità da trasmettere agli altri, conquistati dai tuoi modi affettuosi e gentili.
Con i tuoi atteggiamenti innocenti ed allegri, con il tuo saltellante "cinguettio" hai allietata la nuova casa e ti sei trovata subito al centro dell'at-tenzione, rendendo orgogliosi i tuoi genitori, con i quali si è stabilita un’intesa istintiva.
Tutte queste cose le sappiamo grazie ad alcuni amici di papà e mamma che parlano spesso di te, ripetendoci le tue dolci frasi piene d'entusiasmo e felicità. Perciò ripeto ancora, che tu sia la benvenuta per tutti quelli che hanno la fortuna di conoscerti ed affezionartisi, piccola portatrice di immensa gioia.
Mi ha colpito una tua affermazione, perché sottolinea la tranquilla sicurezza con la quale accetti la verità della tua condizione, elemento fondamentale nel nuovo rapporto nato in famiglia, che fuga dubbi, sfiducia ed incomprensioni. Purtroppo in molte situazioni si tace, creando un alone misterioso e pericoloso per la convivenza, causa di diffidenza e riserve di ogni sorta.
"Non sono cresciuta nel pancione di mia mamma, hai affermato con sicurezza, bensì in quello di un'altra signora molto lontana che non vedo più. Però la mia mamma è questa". A rafforzare questa dichiarazione è bastato il tuo slancio in un abbraccio d'amore.
Ti prego, trasmetti questo messaggio agli adulti, affinchè possano essere stimolati ad accoglie-re altri bambini che ignorano carezze, amore, attenzioni, benessere, vincendo i pregiudizi che sono sicuramente superabili, purchè si sia disponibili e generosi. Purtroppo noi a volte restiamo indifferenti spettatori della sofferenza di tanti bambini e, nonostante l'ampia informazione dei mezzi di diffusione, neghiamo egoisticamente il nostro aiuto, perché siamo diventati aridi.
L'unica colpa di questi piccoli esseri è quella di essere nati, mentre quella di noi adulti è più gra-ve: coloro che li hanno generati si sono comportati da irresponsabili, coloro che potrebbero accoglierli chiudono la porta.
Senza considerare i maltrattamenti a cui talvolta sono sottoposti, persino una volta adottati, a causa dell'incoscienza dei nuovi genitori, il cui scopo era soltanto quello di avere un giocattolo da trastullare e che perciò non sanno affrontare gli inevitabili problemi che ogni rapporto umano comporta.
Sarebbe stato meglio lasciarli nella situazione in cui si trovavano, piuttosto che deluderli dopo avergli promesso affetto.