Sei
arrivata dalla Bulgaria un anno e mezzo fa, dove per altrettanto
tempo hai vissuto in un luogo estraneo, privo di affetti ed incompatibile
con la serenità infantile, l'orfanotrofio, nel quale purtroppo
arrivano tanti bambini abbandonati dai genitori per molte ragioni,
talvolta inconcepibili. Non sapevi che intanto erano state avviate
le pratiche di adozione da parte di Massimo e Sonia, due giovani
sposi desiderosi di avere una figlia da crescere, educare e a cui
donare tanto amore.
Sei bellissima con i tuoi occhioni e capelli neri. Grazie alla tua
intelligenza, hai fatto presto molti progressi: parli bene la nostra
lingua, ormai anche tua, e, pur non frequentando l'asilo presso
cui socializzare, ignori la noia, essendo piena di brio e vitalità
da trasmettere agli altri, conquistati dai tuoi modi affettuosi
e gentili.
Con i tuoi atteggiamenti innocenti ed allegri, con il tuo saltellante
"cinguettio" hai allietata la nuova casa e ti sei trovata
subito al centro dell'at-tenzione, rendendo orgogliosi i tuoi genitori,
con i quali si è stabilita un’intesa istintiva.
Tutte queste cose le sappiamo grazie ad alcuni amici di papà
e mamma che parlano spesso di te, ripetendoci le tue dolci frasi
piene d'entusiasmo e felicità. Perciò ripeto ancora,
che tu sia la benvenuta per tutti quelli che hanno la fortuna di
conoscerti ed affezionartisi, piccola portatrice di immensa gioia.
Mi ha colpito una tua affermazione, perché sottolinea la
tranquilla sicurezza con la quale accetti la verità della
tua condizione, elemento fondamentale nel nuovo rapporto nato in
famiglia, che fuga dubbi, sfiducia ed incomprensioni. Purtroppo
in molte situazioni si tace, creando un alone misterioso e pericoloso
per la convivenza, causa di diffidenza e riserve di ogni sorta.
"Non sono cresciuta nel pancione di mia mamma, hai affermato
con sicurezza, bensì in quello di un'altra signora molto
lontana che non vedo più. Però la mia mamma è
questa". A rafforzare questa dichiarazione è bastato
il tuo slancio in un abbraccio d'amore.
Ti prego, trasmetti questo messaggio agli adulti, affinchè
possano essere stimolati ad accoglie-re altri bambini che ignorano
carezze, amore, attenzioni, benessere, vincendo i pregiudizi che
sono sicuramente superabili, purchè si sia disponibili e
generosi. Purtroppo noi a volte restiamo indifferenti spettatori
della sofferenza di tanti bambini e, nonostante l'ampia informazione
dei mezzi di diffusione, neghiamo egoisticamente il nostro aiuto,
perché siamo diventati aridi.
L'unica colpa di questi piccoli esseri è quella di essere
nati, mentre quella di noi adulti è più gra-ve: coloro
che li hanno generati si sono comportati da irresponsabili, coloro
che potrebbero accoglierli chiudono la porta.
Senza considerare i maltrattamenti a cui talvolta sono sottoposti,
persino una volta adottati, a causa dell'incoscienza dei nuovi genitori,
il cui scopo era soltanto quello di avere un giocattolo da trastullare
e che perciò non sanno affrontare gli inevitabili problemi
che ogni rapporto umano comporta.
Sarebbe stato meglio lasciarli nella situazione in cui si trovavano,
piuttosto che deluderli dopo avergli promesso affetto.
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