Intervista al nostro
docente Cesare Trovati |
| DIARI
Dl VIAGGIO |
| a
cura di Beppe Biolcati |
Galleria dei Buddha in un monastero di
Bangkok. |
|
Cesare Trovati
è il docente che per il quarto anno ci propone affascinanti
itinerari attraverso i più diversi e lontani paesi della
terra, guidandoci con i suoi “Diari di viaggio” alla
scoperta di altri ambienti, altre culture, altre genti. Il nostro
docente è riuscito a realizzare il sogno di tutti noi, quello
di esplorare mondi sconosciuti e attraverso le immagini e il racconto
riesce a trasmetterci un po’ della loro magia.
Gli abbiamo perciò chiesto come è nata l’idea
di offrirci di condividire questi straordinari percorsi.
R
- Il viaggio è una delle più antiche attività
dell'uomo e uno dei suoi più grandi desideri
Recita un antico aforisma orientale: "Ci sono tre tipi di viaggiatori:
chi procede con i piedi, chi avanza per le strade con gli occhi,
chi cammina con il cuore".
E' una splendida definizione dell'atteggiamento da tenere durante
un viaggio che trova il suo compimento nella sintesi dei tre momenti,
ma è un atteggiamento che va costruito, magari prima di partire,
anche attraverso un piccolo "corso".
|
Muovendo
da questa convinzione abbiamo tradotto e adattato questo detto orientale
alla realtà della nostra Ute, per "viaggiare insieme".
Ne abbiamo ricavato un corso che ormai si tiene per il quarto anno,
in cui, insieme alle immagini, cerchiamo di capire la realtà
che andiamo vedendo.
Ecco che quindi “Diari di viaggio” nasce dal desiderio
di mostrare le bellezze dei paesi del nostro mondo, magari solo
sognate, attraverso una descrizione che faccia rivivere i tesori
artistici e paesaggistici di luoghi lontani (viaggiando con gli
occhi) insieme a modi di vita, tradizioni, cultura di popoli diversi
(viaggiando con il cuore), rimanendo però seduti nelle nostre
aule, utilizzando come "piedi" lo strumento delle diapositive
D
- Una splendida filosofia! Ma il risultato è quello sperato?
R - Oggi che abbiamo iniziato il quarto anno possiamo pensare che
la scelta sia stata giusta: l'adesione folta ed entusiasta dei corsisti
è la risposta su cui avevamo scommesso Se le persone seguono
con attenzione e con costanza, vuole dire che abbiamo scelto bene
D
- Vogliamo ripercorrere questa esperienza?
R - Tutto iniziò nella tarda primavera del 1999 e non so
ancora bene come. Una chiacchierata, una frase buttata là,
una sollecitazione da alcune amiche dello staff dell’Ute,
un invito a studiare un progetto, un pezzo di carta su cui ho cominciato
a scrivere qualche idea, una lettera di proposta, poi nel settembre
del 1999 la conferma ufficiale che il corso sarebbe partito con
il nuovo anno accademico.
Credo che io e anche i responsabili dell'Ute fossimo tutti timorosi
e curiosi di vedere cosa sarebbe successo. Ricordo che, per farmi
coraggio e per fare coraggio a tutti, nella serata di incontro tra
i docenti, la prima a cui partecipavo, una volta presentato, ho
affermato, con una sicurezza che non possedevo completamente: "Il
corso andrà bene perché ho delle belle diapositive
e poi io sono bravo.”
|
|
Era chiaramente un'affermazione spropositata
in quel momento, ma ha funzionato, a parte le battute sulla mia
modestia.
Il mio corso ha preso il via e... sorpresa! l'accoglienza dei corsisti
è stata eccezionale: in poco tempo si sono esauriti i posti
e si è fatto l’"overbooking" (il temine tecnico
con cui si dice che sono stati venduti più posti di quelli
disponibili). E' stato quindi necessario, forse per la prima volta
nella storia dell'Ute, raddoppiare il numero delle lezioni.
Così, dopo il primo anno, il gradimento e la frequenza hanno
fatto sì che si programmasse un secondo anno, poi un terzo
e infine siamo a oggi, con il quarto corso in atto.
D
– Si sente gratificato dal successo della sua proposta?
R - E’ per me entusiasmante poter offrire le esperienze che
io ho fatto come viaggiatore (con i tre requisiti di cui sopra)
e riuscire a rendere gradevoli i miei racconti di viaggio. Quando
sento i mormorii, le risate, o mi vengono poste domande non banali,
capisco di essere in sintonia con l'uditorio e di rispondere a una
sua attesa. Il gradimento dei corsisti è quello che ha permesso
di continuare fino ad oggi.
Talvolta mi capita di incontrare persone che mi chiedono: "L'anno
prossimo cosa ci farà vedere? Si farà ancora, vero?”
Allora vuol dire che la scommessa è vinta e che la scelta
di “Diari di viaggio” è stata azzeccata. Bravi
ai dirigenti e anche... bravo al docente!
D
- E per il futuro?
R - La mia battuta corrente è: fino a che ho diapositive
da mostrare, un uditorio interessato e una dirigenza soddisfatta,
io continuo.
Quindi arrivederci ai prossimi anni!
|
|
indietro
|
|